Emergenza
Un uomo di 35 anni è stato trovato morto questa mattina, dopo uno scoppio avvenuto all’interno di un appartamento e il conseguente incendio che ha coinvolto alcuni alloggi limitrofi in via Nizza 389, a Torino. L’intervento da parte di otto squadre dei vigili del fuoco era iniziato già a partire dalle 3,15 e aveva permesso di recuperare altre tre persone adulte e due ragazzi, uno dei quali con importanti ustioni. Le ricerche della vittima, inizialmente data per dispersa, erano proseguite per diverse ore, prima di ritrovare il corpo senza vita dentro casa.
La vittima estratta dalle macerie dopo l’esplosione di una appartamento a Torino è Jacopo Peretti, 35 anni, originario di Mazzé, piccolo comune verso il Canavese, e che aveva frequentato il liceo nella vicina Chivasso. A raccontarlo è il proprietario dell’appartamento che Peretti affittava, stanze pesantemente coinvolte nell’esplosione. Il proprietario stesso si è preoccupato subito nella notte e ha continuato a chiamare al telefono Peretti, senza stancarsi di cercarlo, fino al ritrovamento del corpo, questa mattina. L’uomo resta ora seduto su una sedia sul marciapiede, in lacrime vicino al proprio cane.
In tarda mattina sono arrivati sul posto i genitori della vittima.
È stata dichiarata, per il momento, inagibile la palazzina di via Nizza 389 a Torino, dove c'è stata l’esplosione in cui è morto un uomo, Jacopo Peretti, di 33 anni (e non 35 come era stato reso noto inizialmente). Lo ha spiegato il dirigente della Protezione civile del Comune di Torino, Bruno Digrazia. «Sono circa una quarantina i residenti delle tre scale del condominio che abbiamo assistito, appoggiandoci alla scuola Umberto I e con il supporto della Croce Rossa, che ci dà la possibilità di distribuire generi di conforto alle persone che ovviamente sono state colpite dall’evento nelle prime ore della mattina». «L'attività è svolta congiuntamente con i servizi sociali della città e la polizia locale - ha spiegato -. Nelle ore che si sono succedute dall’evento in poi sono emerse delle criticità abitative, delle fragilità che con i servizi sociali abbiamo affrontato e già risolto».
«In questo momento ci sono circa quindici persone ancora all’interno della scuola, ma magari se ne aggiungerà qualcuna nelle prossime ore, che ovviamente possono stare in una scuola che è stata attrezzata con brandine e pasti caldi». «Persone con fragilità, bambini, eccetera, sono stati sistemati in idonee strutture da supporto dei nostri servizi sociali - aggiunge Digrazia -. Al momento le cose sono andate a livello organizzativo bene, purtroppo c'è la notizia di una vittima, quindi abbiamo cercato anche di dare supporto psicologico, con persone specializzate».
«Il lavoro delle prossime ore è quello di supportare le persone che possono rientrare nel loro alloggio sotto profilo tecnico - conclude Digrazia - in questo momento c'è un lavoro di verifica delle strutture e quindi gli alloggi che sono irrecuperabili, che hanno bisogno di operazioni messe in sicurezza, avranno bisogno di tempi più lunghi». Gli amici e i familiari della vittima sono stati affiancati dagli psicologi. Il corpo di Peretti è stato trasportato all’obitorio per gli accertamenti.
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