LETTERE AL DIRETTORE
Gentile direttore,
le scrivo per segnalare una vergognosa situazione di cui sono stata testimone al gattile di Parma. Mi ci sono recata sabato 10 febbraio per avere notizie di un gatto (Oliver) ospite al gattile di Vicofertile, da tre settimane trasferito a Parma per un’infezione all’orecchio. Ho trovato una situazione e un'incuria che non mi sarei mai aspettata. Il gatto, già in ambulatorio con la veterinaria, era sporco e notevolmente dimagrito, con il pelo annodato, le orecchie luride e incrostate (quindi per niente curate e medicate) e aveva anche delle croste in testa nonostante indossasse un collare elisabettiano sporco di sangue e cibo. Teneva una zampa sospesa e quando l’ho fatto notare mi hanno detto che non aveva niente.
Durante il tragitto per andare in ambulatorio ho purtroppo visto altri due gatti in gabbia tenuti in condizioni se possibile anche peggiori. Alla quarta settimana in gabbia gli hanno fatto una Tac e deciso per un'operazione all’orecchio in Clinica veterinaria, dove è stato riportato il giorno dopo l'intervento per gravi complicazioni. Sono passata ieri alla clinica, previo appuntamento telefonico, per vedere il gatto e verificare le sue condizioni, ma mi hanno riferito che le veterinarie del gattile hanno vietato di dare informazioni e di far vedere il gatto ai volontari e a chiunque si fosse presentato. Hanno pure vietato che le persone, a loro spese, possano fare curare meglio e più accuratamente questo animale.
Ci tengo a sottolineare come, in altre città ben più grandi, esempio Milano o Torino, la cura degli animali e la disponibilità ad aiutarli e a vederli è esemplare. Ho segnalato la situazione dieci giorni fa, tramite mail, al Comune, ma non ho ricevuto alcun riscontro. Mi chiedo come sia possibile che una struttura comunale funzioni in questo modo, con gli animali tenuti al limite del maltrattamento. E soprattutto non capisco questa indifferenza e questo perseverare a non voler trovare una soluzione ad una situazione ben nota a tutti sul territorio. Conosco la struttura da parecchi anni e in precedenza era gestita in un modo decisamente più consono, con grande collaborazione fra il personale, i volontari e i semplici cittadini che amano gli animali e possono dare il loro contributo.
Beatrice Patrizi
Collecchio, 27 febbraio
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