Lettere al direttore
Gentile direttore,
mi chiamo Valentina Migani, sono la sorella di Andrea Migani, la persona più straordinaria che abbia mai conosciuto. Affermo ciò con tale perentorietà, non perché sia mia fratello, ma per lo straordinario esempio che ha dato a tutti coloro che ha incontrato lungo il suo travagliato percorso su come si debba realmente vivere. Scrivo questa lettera perché se Andrea è riuscito a sopportare per così tanti anni la malattia che me lo ha strappato via è anche per merito dell'ineccepibile ed instancabile lavoro di alcuni medici dell'Ospedale Maggiore di Parma, che vorrei ringraziare, se possibile, tramite il vostro giornale.
In un contesto sociale nel quale siamo subissati da notizie di cronaca nera e malasanità, vorrei raccontarvi un cameo: uno spaccato esemplare di buona medicina. Questa è la storia di mio fratello Andrea Migani e di medici dalle competenze decisamente al di sopra della media, ma soprattutto dal cuore smisurato: la dottoressa Claudia Gatti del reparto di chirurgia pediatrica dell'Ospedale Maggiore di Parma, la dottoressa Giovanna Pisi e il dottor Francesco Longo della Clinica Pneumologica Pediatrica dell'Ospedale Maggiore di Parma. Andrea ha chiuso definitivamente gli occhi il 26 novembre scorso, dopo 41 anni di lenta, progressiva ed ingravescente sofferenza. Il suo percorso è stato costellato da crescenti ed inizialmente impensabili rinunce e dolori lancinanti.
Noi siamo stati dei privilegiati, perché ogni volta che qualcuno ci ha sbattuto la porta in faccia, opponendosi all'applicazione di particolari piani terapeutici, in quanto ritenuti ormai inutili e superflui per le gravi condizioni in cui mio fratello versava, questi medici hanno quasi letteralmente smosso mari e monti per concedere ad Andrea un'opportunità di vita ulteriore.
Per più di 20 anni questi eccellenti professionisti hanno decisamente migliorato la qualità di vita di mio fratello, sostenendoci sempre, costantemente disponibili: giorno notte, feriali e festivi, in turno o con le loro famiglie. Non ci hanno mai lasciato soli, spendendosi sempre per il mio Andri, sotto tutti i punti di vista. Grazie anche e soprattutto a loro, Andrea ha vissuto nel modo più pieno ed intenso che questo termine può descrivere e che la sua malattia gli ha concesso, nonostante progressivamente abbia perso tutte le abilità che un corpo «convenzionale» prevede. Io e tutta la mia famiglia saremo eternamente grati alla dottoressa Claudia Gatti, alla dottoressa Giovanna Pisi e al dottor Francesco Longo, i medici più straordinari che io abbia mai conosciuto, e a tutto lo staff sanitario che ha con loro collaborato per profondere le migliori cure possibili a beneficio del mio fratellone.
Parma, 9 gennaio
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