In pillole
Xpeng P7+, ovvero: cinque metri di fastback, aerodinamica da colibrì e soprattutto un cervello elettronico da 750 Tops (750 tera operazioni al secondo): abbastanza potenza di calcolo da far sembrare un pc da gaming un tostapane.

Xpeng non è più «la cinese emergente»: in Europa ha già consegnato quasi 20.000 auto nel 2025 e in Italia prepara una rete da 40 sedi entro il 2026.
La P7+ arriva a giugno e punta dritta al rapporto contenuto/prezzo, con ambizioni da premium, senza listini da vertigine.
Dal vivo sembra Tesla Model S, ma dopo un ritiro spirituale: linee pulite, firma luminosa a tutta larghezza, coda con pinnetta da manga anni ‘90.

Dentro, pelle Nappa, microfibra effetto cashmere e un head-up display da 87” che proietta le indicazioni sulla strada come un videogioco (con multe reali).
Il silenzio è da sala di registrazione: 62 punti di isolamento e 26 materiali fonoassorbenti.
Tre versioni, fino a 503 Cv, batteria LFP e ricarica 5C fino a 446 kW: Xpeng dichiara 12 minuti per passare dal 10 all’80%, con curva di ricarica sorprendentemente stabile.
Alla guida è una granturismo zen: morbida, composta, sterzo leggero ma preciso.
Gli (invadenti) Adas XPilot 2.5 non sono guida autonoma, ma ci vanno vicini quanto la legge consente. Assistente vocale AI perfezionabile, ma assai simpatico.
Prezzo di 46.170 euro con 3.020 kWh inclusi, sconto ricariche per 5 anni e costruzione Magna Steyr.
Messaggio chiaro: XPeng è arrivata, e non per fare tappezzeria.
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