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VAL D'ENZA

L'Arte di collezionare Arte: tornano le mostre di "Profeti in patria" a Montecchio Emilia

Inaugurazione sabato 23 marzo, ore 11

L'Arte di collezionare Arte

19 Marzo 2024, 18:36

Il progetto culturale "Profeti in Patria. Cammini d'artista in Emilia Romagna", promosso e organizzato annualmente dal 2015 dal Comune di Montecchio Emilia, a partire dall'edizione 2023 ha allargato il proprio sguardo dalla Città di Montecchio Emilia all'intero ambito regionale. Protagonista di questa seconda edizione, sarà la raccolta d'arte di un collezionista privato montecchiese, che presenta una significativa selezione di grandi artisti italiani dal secondo dopoguerra ad oggi.

Curata dal critico d'arte Sandro Parmiggiani negli spazi espositivi del Castello Medievale (Via A. D'Este 5, Montecchio Emilia, Reggio Emilia), la mostra s'intitola "L'Arte di collezionare Arte - Una raccolta privata montecchiese". In esposizione, dal 23 marzo al 28 aprile 2024, circa quaranta lavori, dipinti e sculture, alcuni di grandi dimensioni, realizzati da Pompilio Mandelli, Mattia Moreni, Piero Ruggeri, Sergio Romiti, Alfredo Chigine, Giuseppe Santomaso, Emilio Scanavino, Toti Scialoja, Renato Birolli, Gianni Dova, Franco Francese, Ilario Rossi, Ottorino Davoli, Vivaldo Poli, Marco Gerra, Bruno Olivi, William Catellani, Carlo Mastronardi, Armando Giuffredi, Graziano Pompili, Augusto Giuffredi.

Il vernissage si terrà sabato 23 marzo, alle 11, al castello, alla presenza del sindaco Fausto Torelli e del curatore Sandro Parmiggiani, che introdurrà i presenti alle opere e agli artisti. 

Orari
La mostra è visitabile di lunedì e giovedì con orario 9.00-13.00 e 15.00-18.00, martedì e venerdì 15.00-18.00, mercoledì 9.00-13.00, sabato 9.00-12.00, domenica e festivi 15.00-19.00. Ingresso gratuito.

Commenti
«Come sindaco e assessore alla Cultura della nostra città - dichiara Fausto Torelli - sono orgoglioso di essere montecchiese, cresciuto in un ambito culturale e cittadino ricco di valori consolidati, oltre che di importanti artisti, che regalano a tutta la nostra comunità continui stimoli di crescita culturale. Il mio sentito ringraziamento va in primis alla famiglia di Giuseppe Bertolini, che ha messo a disposizione di tutti la propria collezione, e a Sandro Parmiggiani, che ha colto questa sfida in modo sentito, ritenendola centrale per l'affermazione di un diverso sistema dell'arte».

«Duplice è l'importanza dell'esposizione», scrive Sandro Parmiggiani nel testo critico in catalogo. «Da un lato, le opere, tutte di alto livello qualitativo, possono essere in buona parte associabili alla tendenza dell'"informale", affermatasi anche in Italia negli anni Cinquanta e Sessanta - ecco dipinti particolarmente rappresentativi di artisti quali Pompilio Mandelli, Mattia Moreni, Sergio Romiti, Alfredo Chighine, Piero Ruggeri, Giuseppe Santomaso, Emilio Scanavino, Toti Scialoja, Ilario Rossi -, ma anche ad altre esperienze di quegli stessi, fervidi, anni - Renato Birolli, Gianni Dova, Franco Francese -, oltre a opere, pittoriche e scultoree, di autori "reggiani" di altrettanta sicura qualità - Ottorino Davoli, Vivaldo Poli, Bruno Olivi, Marco Gerra, Carlo Mastronardi, William Catellani, Armando Giuffredi, Graziano Pompili, Augusto Giuffredi. La seconda ragione dell'importanza della mostra montecchiese sta nelle modalità di formazione della collezione Bertolini, che non si è mai lasciato sedurre dalle sirene della speculazione finanziaria ma ha sempre scelto opere che rispondessero alla sua "educazione sentimentale", con le quali potere intrattenere un muto dialogo nei momenti e nei giorni liberi dalla sua attività lavorativa. Bertolini ha continuamente ricercato la conoscenza e la frequentazione degli artisti dei quali aveva acquistato opere, e ha approfondito e arricchito le sue conoscenze attraverso letture, visite a mostre e musei, scambi di opinioni con altri collezionisti».

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