×
×
☰ MENU

Verso il sereno «vola» da 35 anni

Verso il sereno «vola» da 35 anni

di Chiara De Carli

21 Ottobre 2021,09:16

Compleanno speciale: l'associazione nata per sostenere i malati oncologici e le loro famiglie. Il gabbiano storico simbolo di una realtà sempre più ricca di progetti.

 Era il 1986 quando Giovanna Galli Gambara, con l’aiuto di alcune pazienti allora in cura nel Centro Oncologico dell’Ospedale Maggiore, decise di creare un gruppo di volontari che, attraverso le loro esperienze, potessero supportare le donne malate di tumore al seno. 

Fin da subito, a loro si sono affiancati medici e infermiere dell’unità di oncologia per creare una vera e propria alleanza contro il cancro. La sede di allora era negli spazi della chiesa del Sacro Cuore e, inizialmente, i volontari fornivano vicinanza, informazioni e organizzavano piccoli ma utili servizi. 

Come il «Taxi per amico», ancora oggi attivo, voluto per dare ai pazienti che non avevano amici o parenti che potessero accompagnarli la possibilità di tornare a casa in taxi – con la corsa pagata dall’associazione - dopo le terapie. 

Come simbolo si sceglie il gabbiano che vola sul mare. «Simboleggia il volare verso la libertà dalla malattia, dimenticando quello che è stato il passato e andando, appunto, verso il sereno» spiega Ester Bottazzi, volontaria da sei anni e da tre anni presidente dell’associazione. 

«Col tempo e la collaborazione di tutti l’associazione ha iniziato a crescere, i volontari aumentano e nel 1997, grazie all’intuizione dell’allora presidente Gabriella Barbacini, viene aperto il Punto d’Ascolto, il servizio di accoglienza all’interno degli spazi del Day Hospital e del Reparto di Degenza oncologico, e via via altri servizi “ludici”, dal corso di yoga a quello di teatro, dal prestito delle parrucche al corso di trucco, fino ad arrivare al Progetto Capo, creato per migliorare la continuità assistenziale dei pazienti che passano dalla degenza ospedaliera all’assistenza domiciliare seguita dal medico di famiglia, i cui costi sono interamente sostenuti dall’associazione.

E da qualche anno, a fine novembre, c’è anche la messa in scena di un grande spettacolo che coinvolge infermieri, medici e un affiatato gruppo di ragazze che per noi sono “le principesse”. Visto che a causa del Covid abbiamo dovuto annullare le rappresentazioni degli ultimi due anni, che erano anche state inserite tra gli eventi di Parma Capitale della Cultura, con loro abbiamo realizzato il calendario fotografico che è stato presentato qualche settimana fa».

© Riproduzione riservata

Commenta la notizia

Comment

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI