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Cristina, in stalla alle 5. Poi gli esercizi posturali: "Va curato anche il fisico"

Cristina, in stalla alle 5. Poi gli esercizi posturali: "Va curato anche il fisico"

di Isabella Spagnoli

30 Settembre 2020,11:37

Tutte le mattine si sveglia all’alba per essere nella stalla a mungere le sue 135 vacche. Natale, Pasqua, Ferragosto: per Cristina Marasi non c’è mai un giorno di ferie. La sua azienda, la Pontelupo, che produce latte destinato alla trasformazione in Parmigiano Reggiano, deve essere seguita ogni giorno, sabati e domeniche comprese. La Marasi, dopo il diploma da ragioniera, ha lavorato, per qualche tempo, come impiegata, ma presto ha capito che il suo posto era accanto al padre, alla madre e al fratello che già lavoravano alla Pontelupo.  Così decise di entrare a pieno regime in azienda portando il suo contributo, fondamentale per la crescita dell'azienda,   iscritta a Confagricoltura, organizzazione nella quale Cristina siede ora in consiglio di presidenza. 
«Siamo soci del caseificio la Maestà di Noceto e il nostro formaggio viene, per lo più, destinato all’estero – spiega -. Attualmente in mungitura abbiamo 135 vacche ma in totale contiamo 300 capi di bestiame. L’impegno è grande soprattutto da quando è venuto a mancare nostro padre, 5 anni fa che, però, ci ha lasciato in eredità una buona disciplina sul lavoro. Fortunatamente ho l’aiuto di mio fratello, di mia madre e dei miei figli che, anche se studiano, ogni tanto la domenica vengono a darci una mano».
 L’imprenditrice racconta le sue giornate: sveglia prima delle 5 per mungere, in stalla   fino alle 10 con il fratello e un dipendente, il resto della mattina dedicato agli aspetti contabili e amministrativi dell’azienda. Pausa pranzo con marito (che lavora in un'azienda di moda) e con i figli e il pomeriggio di nuovo nella stalla, dove rimane fino a sera, a seconda degli impegni. 
«Ma il lavoro non termina dopo cena: ho sempre qualcosa da fare, come partecipare a riunioni e pianificare diversi aspetti del lavoro. Non si finisce mai!». 
Cristina, quando può, segue il marito (che partecipa a fiere dedicate alla moda) nei suoi viaggi e spiega come il Parmigiano Reggiano venga visto nel mondo come oro. 
«Per questo voglio impegnarmi per realizzare un prodotto di massima qualità», aggiunge, orgogliosa anche dei suoi dipendenti che si alternano concedendole ogni tanto una mezza giornata di libertà. 
«Non mi sono mai pentita di lavorare in azienda - ammette - anche se l’impegno è veramente tanto. Da trent’anni mungo le vacche e la fatica si fa sentire: ho imparato da mia madre la ginnastica posturale per non avere troppi acciacchi e preservare il fisico». 
«I sacrifici sono indubbiamente parecchi - sottolinea -, specie quando si esce il sabato sera. In quelle occasioni, si vive come un dramma il fatto di doversi alzare all’alba, la mattina dopo, ma alla fine le soddisfazioni sono indescrivibili e per questo confermo: ho fatto la scelta giusta».
 

© Riproduzione riservata

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