Tra i grandi eventi di Parma 2020 mostra multimediale ideata da Massa presidente di Diabasis a cura di Daverio con la direzione artistica di Mazzieri
Per ora è tutto rimandato, ma prima o poi riprenderemo il filo di Capitale italiana della cultura. E per farlo in tanti stanno già lavorando. «L'alchimia della grazia» sarà una mostra avveniristica e tradizionale al contempo, ricca di spunti e punti di vista, colpi di scena, sorprese per mostrarci due grandi artisti, protagonisti della nostra storia parmigiana, come non li avevamo mai visti. Doveva essere uno dei grandi eventi di Parma 2020. Il taglio del nastro era previsto in questi giorni, ma per ovvi motivi tutto è saltato e rinviato all'anno prossimo. Siccome i promotori pensano che Parma ripartirà dalla cultura la casa editrice Diabasis, promotrice dell'operazione, si sta preparando.
LE VITE E LE OPERE
La mostra intende indagare le biografie degli artisti e l’origine delle loro opere, presentate in maniera stupefacente e in suggestioni visive realistiche, anche grazie all’impiego delle più recenti tecnologie.
Il percorso esplorativo dei visitatori sarà concepito come un viaggio nel cuore della nostra cultura attraverso il supporto di teaser cinematografici, immagini fotografiche, incisioni ispirate alle opere degli artisti, riproduzioni scultoree di fregi e di logotipi grafici della nostra grande tradizione. Emergerà quindi il valore simbolico delle opere, e una città che con loro affronta lo sviluppo sociale in un filo rosso che si dipana nei secoli successivi fino al Novecento.
Saranno eseguite connessioni dall’opera pittorica per seguire percorsi e visioni legate dalle neuroscienze, alla psicologia, dalla astrologia alla alchimia e infine alla teologia, con nuovi linguaggi esperienziali per un pubblico assolutamente eterogeneo. In questo senso saranno a bordo della narrazione importanti figure di esperti come il neuroscienziato Vittorio Gallese, lo psicologo Paolo Crepet, il matematico Alfio Quarteroni e altri studiosi di rilievo internazionale.
PRESIDENTE DI DIABASIS
«La location che ospiterà la mostra è stata individuata - spiega Massa - in collaborazione con l’Università di Parma, partner dell’iniziativa, nelle Scuderie del Complesso monumentale della Pilotta. Da lì, esaurita la visita alla mostra, si potrà accedere a un percorso esperienziale unico per vedere le opere dei due artisti dal vero, e iniziare un viaggio educativo e accrescitivo straordinario, un viaggio inedito che porterà il visitatore dal virtuale al reale. Nel cuore della città il visitatore potrà incontrare le opere di Correggio e Parmigianino esplorando i luoghi prestigiosi della città stessa come la Galleria Nazionale, la Camera di San Paolo, la Chiesa della Steccata, il Duomo, San Giovanni e la Fondazione Cariparma, in una visita accompagnata da una avvincente App, in un percorso architettonico e culturale. Abbiamo riscontrato il grande appeal culturale e turistico del progetto presso i nostri partner privati e istituzionali, come, nello specifico del comparto turistico, dal nostro tour operator Parma Incoming».
DIRETTORE DI PRODUZIONE
La nostra area geografica nei primi anni del Cinquecento era un territorio di confine, al centro delle lotte per il potere temporale fra la Chiesa e l’Impero, fra le contese lombarde e della Spagna e della Francia, agli albori della nascita del Ducato farnesiano. Nel contesto di questi movimenti politici e sociali emergeva una grande vitalità sul piano culturale, uno spirito di rinnovamento diffuso che si condensava proprio nella nostra area di confine esprimendo con valori assoluti le enormi conquiste del Rinascimento sul piano umanistico e letterario. Così si muovono protagonisti nelle lettere e nelle arti, e il pensiero trova rinnovato vigore filosofico nelle corti, nelle erigende università e negli ordini monastici, custodi del sapere e dei codici. Sia Correggio che Parmigianino vivono nell’humus di questi nuovi contesti ideali. Maghenzani che segue nello specifico l’estensione del progetto nella sua diffusione verso i luoghi dove gli artisti hanno operato e verso le iniziative di corollario pensate per la città, spiega: «Le varie committenze, come quelle di Giovanna Piacenza nel monastero di San Paolo, di Gregorio Cortese nel monastero Benedettino di Polirone, dei Sanvitale a Fontanellato, sono autorevoli a Parma come nei centri vicini: Bardi, San Benedetto Po, Correggio, Fontanellato, Colorno, Casalmaggiore, Sabbioneta. Sono previste anche installazioni in alcuni comuni dell’Appennino parmense. Abbiamo concepito anche con il gruppo di lavoro di Diabasis una serie di iniziative speciali legate alla mostra, che rimarrà aperta per nove mesi, dedicate soprattutto agli studenti di scuole medie inferiori, ai licei e le università dell’Emilia Romagna. Inoltre sono previsti appuntamenti come incontri con i membri del Comitato scientifico, conferenze accademiche, serate dedicate agli sponsor, e ancora una sorta di calendario di eventi per la città attraverso la visione di materiali sugli artisti recuperati dagli archivi dell’Istituto Luce, della Cineteca nazionale, dalla Rai e dalle comunicazioni filmiche eseguite negli anni».
DIRETTORE ARTISTICO
Il direttore artistico Mazzieri indica altri approfondimenti: «Il progetto iniziale di Daverio si coniuga alle ricerche e ai profondi studi effettuati dai docenti dell’Università di Parma: Elisabetta Fadda, Bruno Adorni, e Carlo Mambriani - che coordina la collaborazione dell’Ateneo alla mostra stessa - e alla Accademia di Belle Arti di Parma. In questo senso ci sentiamo privilegiati di poter avere sia solide ricerche che innovative intuizioni di prossime pubblicazioni, per narrare qualcosa di assolutamente inedito. L’esperienza che ho acquisito con il team di Magister Art, la società di produzione di Milano che curerà la realizzazione dell’allestimento, con la quale abbiamo realizzato Magister Giotto e Magister Canova - mostre di successo eseguite a Venezia nel 2017 e nel 2018 - e il progetto di Magister Raffaello che verrà diffuso attraverso quindici Istituti italiani di cultura nel mondo tra qualche mese, ha reso l’approccio alla realizzazione dell’allestimento verso una cognizione tradizionale di scenotecnica che si fonderà con sistemiche di luce e filmiche delle opere, portando le stesse a ingrandirsi nei particolari e nei dettagli per una migliore comprensione da parte del pubblico. Ci sarà una voce narrante che declinerà i contenuti scritti dai docenti dell’Ateneo di Parma, destando così stupore nel visitatore, svelando, fra le grandi immagini le motivazioni più profonde: dalla committenza ai due artisti, alla loro genialità nell’esprimere quei contenuti, alla necessaria grande rivoluzione estetica degli affreschi e delle opere. La tecnologia oggi permette straordinarie possibilità espressive, ma ci sembra necessario aggiungere una componente concretamente educativa che significa mettersi al servizio della didattica, ma con un approccio contemporaneo anche di intrattenimento. Le immagini delle opere verranno elaborate in alta qualità, senza distorsione alcuna, ma solo portando in luce attraverso le tecniche cinematografiche tutte le storie che in esse si celano e che ancora oggi sono incessante motivo di studio e di ricerca. Allo stesso modo pensiamo a installazioni dedicate nel tour di slow art territoriale, dove, grazie alle collaborazioni istituzionali dei singoli Comuni e della provincia, auspichiamo di potere ampliare e consolidare questo percorso narrativo».
PARMA CAPITALE
«Nell’emergenza che stiamo vivendo - conclude il presidente di Diabasis -, che è violentemente entrata nelle nostre esistenze, un evento di questo genere ci permetterà di affrontare il futuro nuovo e incerto che si prospetta. Ecco che ancora si conferma il ruolo della nostra città nell’ambito della cultura e quindi la nostra mostra potrà ulteriormente qualificare Parma come Capitale italiana della cultura».
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