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Eris Del Zonzo, quella montagna di forza, generosità e simpatia

Eris Del Zonzo, quella montagna di forza, generosità e simpatia

di Isabella Spagnoli

04 Maggio 2020,09:52


 

Era una montagna di forze e di bontà, Eris Del Zonzo, che a soli 60 anni ha chiuso gli occhi per sempre. Debilitato da un infarto che l’aveva colpito tre anni fa, Eris, da qualche settimana, era ricoverato in ospedale causa una  polmonite che  nulla aveva a che fare con il coronavirus. Negli ultimi giorni  sembrava essersi ripreso, ma improvvisamente le sue condizioni sono peggiorate e ieri mattina si è spento.
 Un metro e 90 per 130 kg, Eris, era  famoso nel mondo dello sport che oggi è in lutto. A Parma tutti lo conoscevano come cuciniere storico del Parma baseball e dello  Zebre  Rugby Club. Nei primi anni del 2000 lui e la moglie Eleonora avevano cominciato a distribuire panini e altri piatti veloci sul loro furgoncino posizionato in viale Piacenza dove c’era lo stadio del baseball. «Successivamente abbiamo continuato ad accontentare i ragazzi del baseball aprendo un bar in via Confalonieri (proprio dietro allo stadio Quadrifoglio), aperto da aprile a settembre, e un altro a San Leonardo dove si recano i ragazzi delle Zebre  – spiega Eleonora  -. Mio marito era amato da tutti gli sportivi, in questi anni aveva conquistato il cuore di giovani e anziani. Era un guerriero solare, capace di fare tutto e, nonostante la mole che avrebbe potuto intimorire, aveva modi gentilissimi. Ricordo che si alzava al mattino presto per preparare le brioches e il pane caldo per i suoi ragazzi del baseball. Che soddisfazione aveva quando li vedeva gustare i manicaretti preparati dalle sue mani». 
Del Zonzo, famoso per gli ottimi risotti, la carne alla griglia e il pollo cucinato in svariati modi, gestiva, con la moglie, il ristorante «Eris Pub» a Calestano e, insieme al figlio Davide, la piscina di Fornovo. «Dicevo sempre a mio padre di non stancarsi troppo, di dosare l’energia. Ma non c’era verso. Per lui il lavoro era tutto, non si fermava mai. Non gli bastava cucinare. Quando c’erano partite importanti (a volte dovevamo servire più di mille persone) capitava che, magari  lui si fermasse e si accorgesse che i contenitori alimentari erano insufficienti. Così volava al negozio più vicino e prendeva tutto ciò che gli serviva per farseli da solo. Era un inventore, possedeva un’ottima manualità. 
Eleonora è commossa per le tantissime telefonate che ha ricevuto. I parenti esprimono poi un  grazie a tutti gli amici che in questo momento di difficoltà li hanno aiutati a portare avanti l’attività (in particolare la famiglia Salvadori).   «Eravamo sposati da trent’anni - dice Eleonora - e ho letteralmente assorbito la sua passione per il lavoro. Ora non posso mollare ciò che lui ha iniziato. Con mio figlio andremo avanti, seguendo le sue tracce e l’amore per ciò che ha costruito». 
  «In pochi sapevano il suo cognome - ricorda   Massimo Fochi, presidente della Fondazione Sport Parma, da sempre nel mondo del baseball -: tutti lo chiamavamo confidenzialmente Eris. Era  simpatico, dedito al lavoro, instancabile. Adorava fare battute con tutti, amava la compagnia, non risparmiava sorrisi e dispensava allegria. Tante volte ho assaggiato la sua cucina. Appetitosa ma non certo dietetica. Eris era un maestro nel proporre piatti  gustosi che non andavano d’accordo con chi era a dieta. Con lui se n’è andato l’amico di tutti, una persona di rara bontà, che sprigionava gioia».
 A  sua  volta, anche l’amministratore unico di Zebre Rugby Club Andrea Dalledonne,  sottolinea: «Abbiamo perso un amico, una persona che ha accompagnato le Zebre fin dall’inizio della loro avventura, investendo tempo, denaro ed energie nel creare quella dimensione di comunità che appartiene allo sport del rugby. Eris era parte della nostra famiglia, ci è stato sempre vicino nei momenti più difficili. Non appena sarà possibile e le condizioni lo permetteranno, organizzeremo un momento di ricordo assieme ai giocatori e ai nostri tifosi perché era davvero nel cuore di tutti».
 

© Riproduzione riservata

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