«Oggi “Frontiera ‘70” scricchiola di brutto perché il nostro presidente Flavio Azzi, come diciamo noi alpini, è andato avanti: quando viene a mancare la colonna centrale, è difficile reggere e tenere in piedi il gruppo».
Così Paolo Boschi - storico presidente e “anima” del sodalizio di San Prospero - ricorda l’amico Flavio Azzi - classe 1957 e residente da sempre a San Prospero - che se n’è andato all’improvviso lunedì, lasciando nello sconforto i familiari, gli amici e i colleghi di lavoro.
Collaboratore storico della «Scia» di via Zacconi e presidente del circolo ricreativo «Frontiera ‘70» di San Prospero, Flavio Azzi è sempre stato dedito al mondo del volontariato e capace di inserirsi, sin da bambino, nella realtà di San Prospero in quanto il papà Walter e lo zio Albino erano molto attivi nella vita del paese: in età adolescenziale entrò a far parte di «Frontiera ‘70», impegnandosi sia nell’organizzazione della storica «Caccia al Tesoro del 1° Maggio» sia come apprezzata ala destra nella squadra di calcio.
Alla fine degli anni ‘90, venne nominato presidente del circolo «Frontiera ‘70» e in questi ultimi vent’anni, ha dato una forte spinta all’attività associativa del sodalizio, impegnandosi per unire tutte le «anime» del paese. E’ riuscito, inoltre, a dar vita ad iniziative comuni di solidarietà, chiamando a raccolta amici e artisti durante le cene che lo vedevano sempre ai fornelli e che concludeva, ogni anno, con il versamento di contributi benefici a reparti ospedalieri o ad associazioni di volontariato.
Tiene a stento le lacrime la figlia Tatiana mentre ricorda il papà: «E’ sempre stato un punto di riferimento per tutta San Prospero, era sempre allegro e socievole con tutti. Amava molto il suo lavoro e il circolo era diventato la sua seconda famiglia». Parole condivise anche dal suocero Eugenio Caggiati: «Flavio era il vero volontario che, oltre al lavoro e alla famiglia, amava il suo circolo, il suo paese, gli amici, gli hobby e sapeva unire le energie di tutti attraverso l’esempio e l’impegno suo e dei suoi familiari. L’ultimo progetto al quale stava lavorando era la posa di un defibrillatore a San Prospero, in collaborazione con l’Assistenza Pubblica, acquistato grazie ad una iniziativa comune di tutto il paese. Flavio era pure impegnato a concretizzare un progetto di unione delle esperienze associative di San Prospero».
«L’improvvisa scomparsa di Flavio ha colto tutti di sorpresa - ricordano Luciano Bizzi dell’Avis San Prospero e Bruno Gandini, presidente del circolo “Il Castello”: promotore e organizzatore di tante iniziative insieme, collaboratore instancabile, socio attivo del nostro gruppo, un amico prezioso. Quando eravamo incerti sulle nostre forze, la sua risposta era sempre “non ci sono problemi” e ogni volta era disposto a dare e a darci una mano, e saranno proprio queste sue qualità a mancarci di più».
«Oggi siamo tutti più poveri perché in azienda, Flavio è sempre stato un punto di riferimento - commenta sconsolata Gessica Guatelli, titolare della “Scia” -: più che un collaboratore è stato un grande amico di vita, benvoluto, stimato e ricercato sia da suoi colleghi che dai nostri clienti». Flavio Azzi era legatissimo alla famiglia: alla moglie Catia, alla figlia Tatiana, alla sorella Carla, ai suoceri Carla ed Eugenio Caggiati, alla nipote Elisa e alle nipotine Giulia e Greta che adorava.
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