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A 35 metri d'altezza artisti del marmo al lavoro per il restauro dei "torrini" del Battistero - Fotogallery

04 Marzo 2021,03:34

Guardare piazza Duomo dall’alto verso il basso, “appollaiati” sui torrini del Battistero a trentacinque metri di altezza. È una vista mozzafiato quella che si gode dalla balaustra del monumento simbolo della città. Unica anche la prospettiva che il tetto del Battistero offre verso la Cattedrale e il centro cittadino. 
Nelle scorse settimane sono stati montati i ponteggi per restaurare - direttamente in quota - tre torrini e la balaustra del Battistero, danneggiati dal sisma del novembre 2017. Ieri  mattina è avvenuta la consegna ufficiale dei lavori da parte del Segretario regionale del ministero della Cultura (era presente Licia Giannelli, responsabile del procedimento e direttore dei lavori per la stazione appaltante).
Quella che sta per partire è la seconda e ultima parte dei restauri ai torrini. L’intervento dovrebbe concludersi entro centocinquanta giorni, forse prima, se la stagione continuerà ad essere clemente. 
I primi due infatti, quelli maggiormente danneggiati, sono stati smontati pezzo per pezzo nel marzo del 2018 e rimontati a fine 2019 con l’ausilio di una enorme autogrù. 
Questo secondo intervento, dal costo complessivo di circa 150 mila euro, è stato finanziato dal Ministero della Cultura e si somma al primo (alla stessa cifra), finanziato dalla Fondazione Cariparma e dalla Diocesi, con il contributo della Cattolica Assicurazioni.
 I torrini già restaurati sono quelli che si affacciano verso est (ossia verso San Giovanni Evangelista) e verso ovest, ossia dalla parte opposta. 
Per poter ricostruire le parti sgretolate è stato effettuato un lungo lavoro di ricerca dei materiali nelle cave di marmo di Verona, con tanto di sopralluogo da parte della Soprintendenza all’archeologia, belle arti e paesaggio. 
In particolare, le colonnine che formavano il torrino ovest sono state accuratamente studiate, scegliendo lo stesso tipo di marmo con cui erano state costruite originariamente. Si è trattato di un lavoro estremamente complesso che ha coinvolto oltre venti persone ed è durato parecchi mesi. 
Ora la nuova sfida è quella di completare i restauri direttamente in quota, dato che le lesioni alla balaustra e ai restanti torrini sono meno gravi rispetto ai primi due. Oltre al consolidamento delle parti più deteriorate, è prevista la sostituzione dei tiranti in ferro e altri interventi di miglioramento anti-sismico. 
«L’obiettivo, per i prossimi mesi, è quello di completare tutti i restauri alla parte sommitale del tetto del Battistero – ha spiegato Sauro Rossi, presidente della Fabbriceria della Basilica Cattedrale -. L’ultimo intervento infatti, risale al 1984-85. Stavolta non ci limiteremo a consolidare le parti più deteriorate, ma effettueremo anche, tramite Archè restauri, un rinnovo delle carpenterie metalliche, garantendo un miglioramento della tenuta  sismica dei torrini e delle balaustre, le opere più difficoltose da controllare, dato che si trovano a circa trentacinque metri da terra». 
Nel frattempo prosegue il rifacimento dell’impianto di illuminazione all’interno del Battistero. I lavori, così come avvenuto in Cattedrale, sono realizzati grazie a una importante donazione da parte della Barilla alla Fabbriceria. 
L’illuminazione è firmata iGuzzini ed è allestita da City Green Light, la società che gestisce l’illuminazione pubblica in città. Il nuovo impianto in Battistero dovrebbe essere pronto nel giro di un mese e consentirà di risparmiare il 75% di energia rispetto a quello precedente. (Luca Moilinari)

© Riproduzione riservata

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