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«La mia tesi su Parma capitale della cultura»

La neodottoressa Giulia Gennari ha analizzato le strategie e i progetti targati dalla formula 2020+21

giulia gennari

di Claudia Olimpia Rossi

26 Gennaio 2022,08:45

Parma capitale italiana della cultura ha messo la toga: Giulia Gennari, neodottoressa, conseguendo la laurea magistrale in Arti visive ha coronato il percorso di studi all’Università di Bologna, dopo la triennale in Beni artistici e dello spettacolo all’Ateneo di Parma, con la tesi «Una capitale italiana della Cultura: il caso di Parma 2020+21 e i nuovi progetti museali».

La ricerca

La sua ricerca ha esplorato il progetto che ha portato la nostra città sulla vetta della cultura italiana, con un’analisi complessiva a partire dal dossier meritevole della vittoria.
«Con questa candidatura - spiega la dottoressa Gennari - Parma si è presentata come una città di respiro europeo, contesto in cui peraltro nasce l’istituzione di capitale italiana della cultura, con obiettivi ambiziosi e strumenti di alto livello: ad esempio il sistema di monitoraggio s’ispira all’Agenda europea».

I progetti museali

Nello specifico, Giulia si è focalizzata su due progetti museali: la mostra multimediale «Hospitale - il futuro nella memoria», che nella Crociera del riqualificato Ospedale Vecchio ne ha raccontato la storia, e l’intervento di risistemazione della Rocchetta Viscontea, il nucleo più antico della Pilotta.
La sua tesi ha avuto la ventura di osservare un momento di glorioso fermento artistico e culturale con la lente di un frangente di epocale criticità sociale dovuto alla pandemia che ha congelato molti dei progetti in programma, sfociando nella proroga di un anno del titolo. Una formula solenne, 2020+21, anch’essa memorabile.

Le imprese del territorio

«Il lavoro di ricerca - così la tesi - racconta di un successo in un periodo di fallimenti, grazie soprattutto alla collaborazione con le robuste realtà industriali della zona. Un punto di forza del progetto presentato da Parma 2020+21 è stato infatti la capacità di coinvolgere le imprese, non solo come finanziatori ma ancor prima come collaboratori nella definizione del Dossier di candidatura. Con tutta probabilità anche una delle chiavi di successo di Parma. La pandemia ha determinato un’accelerazione nel processo di digitalizzazione del settore culturale della città, attraverso l’implementazione della piattaforma web, la creazione di tour virtuali, mostre immersive e l’utilizzo costante dei canali social».
Giulia Gennari, conseguito il titolo di laurea magistrale, sta ora cercando lavoro, con la consapevolezza di addentrarsi «in un settore molto colpito in questi anni».

I sette distretti

La dottoressa, dunque, promuove Parma capitale italiana della Cultura 2020+21? «Sì - conclude - ma con qualche osservazione critica. Di particolare interesse sono state le quattro open call promosse, che potrebbero portare miglioramenti sensibili sui temi di accessibilità ed inclusione. Un altro passo decisivo sarà l’attivazione dei sette distretti socio-culturali, ovvero luoghi cardine della città che necessitano d’importanti lavori di rigenerazione e di un’adeguata proposta culturale per valorizzarli. L’emergenza sanitaria ha rivelato le fragilità e le difficoltà del sistema produttivo culturale e creativo nonché la necessità di un nuovo piano strategico che possa aiutare a rafforzare l’intero settore. La speranza - conclude Giulia Gennari - è che si ritorni a programmare a lungo termine e che la cultura non venga intesa solo come forma d’intrattenimento ma come reale potenza rigeneratrice».

Parole sante. Certo è che a Giulia Gennari va la riconoscenza della città e della provincia per una tesi che non rimarrà inosservata.

© Riproduzione riservata

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