il caso
Al cimitero della Villetta di Parma «in nessun luogo è indicata» la posizione della tomba di Carlo Alberto dalla Chiesa, ex prefetto di Palermo assassinato dalla mafia nel capoluogo siciliano il 3 settembre 1982 insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all’agente di polizia Domenico Russo. La denuncia è di una cittadina che ha scritto una e-mail ai figli del generale. Una di loro, Rita Dalla Chiesa, la rilancia su Facebook chiedendo al sindaco di «battere un colpo» in merito.
«Vorrei conoscere al più presto la risposta della società cimiteriale Ade che si è arrogata il diritto di cancellare il nome e il luogo dove è sepolto mio padre - scrive Rita Dalla Chiesa - e la risposta del Comune di Parma. Non mi fermerò qui, e chi mi conosce sa che andrò fino in fondo. Mio padre continua a essere scomodo... Bene, noi figli non molliamo. Sindaco, batta un colpo».
Nella mail la signora - che si firma e che la famiglia afferma di conoscere - spiega che nel cimitero ha notato che c'è «una piantina con indicate le posizioni delle tombe dei personaggi che si ritiene debbano essere omaggiati. Sono altresì stati confezionati diversi opuscoli con percorsi tematici. Uno di questi si intitola Gli eroi della memoria. In nessun luogo è indicata la tomba di vostro Padre». La cittadina dice anche di aver posto la questione al sindaco Pizzarotti nel 2020 e alla società Ade. Quest’ultima, scrive, «sosteneva che la famiglia fosse contraria ma né Simona né Nando mi hanno confermato questa posizione».
In serata arriva la replica di Ade:
"A riscontro delle affermazioni espresse da parte della Sig.ra Rita dalla Chiesa, in merito alla memoria della figura del padre Generale Carlo Alberto, si ritiene opportuno fornire qualche precisazione importante.
La figura del Generale, che è ancora viva nella mente e nel cuore di tutta la comunità, viene ricordata ogni anno in più occasioni al Cimitero (in particolare tre settembre giorno della morte avvenuta nel 1982 e 2 novembre). Per la Società ha sempre rappresentato un onore organizzare, per quanto di sua competenza, gli eventi commemorativi sempre nella massima collaborazione con il Cerimoniale del Comune di Parma e con l’Arma dei Carabinieri.
Qualunque cittadino che nel 1982 avesse avuto l’età per apprendere l’informazione della morte del Generale, dopo 40 anni, ha sicuramente ancora il ricordo nitido degli eventi per averne vissuto il dramma in diretta e averne condiviso la commozione e l’eroismo, che giustamente ogni anno vengono più volte ricordati in cerimonie collettive, destinate non solo alla conservazione della memoria ma anche a continuarne la funzione di esempio ed insegnamento valoriale.
La Società conferma l’impegno per mantenere e accrescere ogni iniziativa in merito.
Si ritiene opportuno precisare invece che i percorsi di arte e storia predisposti dalla Società con opuscoli ed apposite applicazioni con QR code, consultabili individualmente da ciascun cittadino tramite applicazione smartphone, sono nati con l’intenzione iniziale di far ritornare alla Comunità una memoria antica di cui oggi quasi nessuno può aver vissuto direttamente trattandosi per lo più di figure del Risorgimento o della Prima guerra mondiale. Con uno scopo diverso quindi più didattico e diretto a far conoscere una sorta di museo storico piuttosto che non di celebrazione collettiva di un eroe moderno come nel caso del Generale. La stessa situazione vale per gli altri percorsi nei quali si è data priorità al periodo che parte dalla nascita del cimitero per volere di Maria Luigia nel 1817 fino alla fine dell’Ottocento ed inizio del Novecento.
Questo non toglie che se la famiglia è d’accordo la Società, in accordo come sempre con il Comune, può predisporre iniziative dirette ad una maggior pubblicizzazione del sepolcro e dei fatti inerenti alla vita ed alla morte del Generale: in questo senso si conferma che la Società fino ad oggi ha ritenuto di rispettare la riservatezza e la sobrietà che ha caratterizzato la sepoltura, non corredata da foto o altri simboli, nella convinzione di andare nella stessa direzione dei famigliari, i quali peraltro non hanno mai espresso richieste specifiche in merito, così come anche l’Arma dei Carabinieri.
Confermiamo pertanto la massima disponibilità a considerare ogni istanza che la famiglia o il Comune in rappresentanza della Comunità vorrà suggerire".
Questa mattina una nuova risposta di Rita dalla Chiesa: "La spiegazione della società Ade non convince. E’ chiaro che il 3 settembre, giorno dell’ eccidio, ci sia una commemorazione con i cittadini di Parma e i Carabinieri. Ma gli altri 364 giorni dell’anno, per chi volesse portare un fiore o anche una scolaresca per spiegare chi sia stato il Generale dalla Chiesa non c’è alcuna indicazione. E non mi risulta che i familiari, cioè noi tre fratelli, abbiamo mai chiesto “sobrietà” nel ricordo. Comunque, prendiamo atto della risposta. E un grazie infinito alla signora Laura che ci ha resi partecipi di quanto stava succedendo."
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