edilizia
Serve «una legge di principi statale» che superi la legge urbanistica del 1942 e il decreto sugli standard urbanistici del 1968. Lo rende noto l'Associazione nazionale costruttori edili (Ance), che chiede «una nuova governance per la politica urbana nazionale» e propone un decalogo di azioni da intraprendere. La proposta è stata discussa durante il convegno 'Com'è bella la città' organizzato dall’Ance al Teatro Regio di Parma.
Ance: Buia, servono nuovi strumenti per cambiare le città
«Oggi il decreto del 1968, che dava un 'rangè alle espansioni delle città, esiste ancora, ma abbiamo bisogno di strumenti diversi e di qualcosa di veramente concreto affinchè si possa cambiare». Lo ha detto Gabriele Buia, presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance), al convegno organizzato dall’associazione in corso al Teatro Regio di Parma, in riferimento alla legge urbanistica.
«Purtroppo le risposte per i tempi insiti nella normazione sono lunghissimi ma la società è molto veloce - ha aggiunto Buia - negli ultimi 26 anni ci sono stati 76 provvedimenti in sei legislature. Abbiamo provato tante volte a cambiare ma non ci siamo mai riusciti. Ora siamo arrivati alla soglia dell’approvazione di un disegno di legge, per cercare di definire un percorso che è strategico per tutti». Il presidente di Ance ha anche parlato dei nove miliardi di euro che il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) mette a disposizione delle città. «Dobbiamo spendere rapidamente queste risorse con diversi programmi - ha concluso - non possiamo lasciare andare questa grandissima opportunità».
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