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Assemblea Federalberghi a Parma. Bocca: "Tanti stranieri vogliono tornare in Italia"

Turismo: Bocca, tanti stranieri vogliono tornare in Italia

14 Maggio 2022,11:11

«Nei momenti di difficoltà, ce ne sono stati e ce ne sono, anche io come voi non sono mai stato abbandonato da questa certezza: milioni di persone vogliono visitare l’Italia, vogliono coronare questo sogno e noi dobbiamo metterli in condizione di farlo nel migliore dei modi, secondo le nostre possibilità». Lo dice il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca, aprendo a Parma la 72/a assemblea degli albergatori italiani alla presenza del ministro del Turismo Massimo Garavaglia.
«Al terzo tentativo - dice Bocca - siamo riusciti a ritrovarci a Parma dopo aver rinviato l’appuntamento a causa di quello che tutti noi abbiamo conosciuto negli anni scorsi e che non voglio neanche più menzionare: ne abbiamo parlato sin troppo. Questa città, questa terra sono la rappresentazione viva di quanto bello, ricco, differente, capace di stupire e di innamorare sia il nostro Paese». Bocca cita anche uno dei più famosi viaggiatori innamorati dell’Italia: «Un francese che ha scritto un «volumetto» ambientato da queste parti - ha voluto addirittura che il suo epitaffio, scritto in italiano, lo qualificasse come «milanese». Sto parlando di Stendhal, naturalmente. Talmente rapito dalla bellezza del nostro Paese da dare il nome a una vera e propria sindrome da commozione di fronte alla bellezza».

Turismo: Bocca, spesa stranieri 2021 -50%, nel 2022 peggio

 «Nel 2021 la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia è diminuita di oltre 22,5 miliardi di euro, con un calo del 50,9% rispetto al 2019. Sottolineo che i dati citati riflettono la media nazionale e che ci sono località e imprese in cui la perdita è molto più consistente. Con l’inizio del nuovo anno, purtroppo, la situazione è ulteriormente peggiorata». Lo dice il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca a Parma, alla 72/a assemblea degli albergatori italiani, alla presenza del ministro del turismo Massimo Garavaglia ribadendo che il turismo è stato il primo settore a entrare nella crisi e sarà l’ultimo ad uscirne. 

 «All’interno del settore turismo, le strutture turistico ricettive e termali - dice ancora Bocca - sono quelle che continuano a pagare il prezzo più alto. Nel 2019 il valore aggiunto dei servizi di alloggio era stato pari a 27 miliardi di euro, facendo segnare un incremento del 32% rispetto ai 20,4 miliardi del 2013. Con ogni probabilità, la crescita si sarebbe ulteriormente rafforzata se non fosse comparsa la pandemia». Invece, secondo il presidente degli albergatori, nel 2020 il valore aggiunto si è dimezzato rispetto ai livelli del 2019 (-54%). La tendenza è proseguita nel 2021, con un calo del 32% rispetto al 2019. Analoghi segnali sono stati registrati sul fronte delle presenze turistiche: il 2020 si è chiuso con una perdita di 228 milioni di pernottamenti, equivalente ad un calo medio del 52,3% rispetto all’anno precedente, con punte che in alcune località hanno superato l’80%.
«Nel 2021, nonostante i segnali positivi registrati nella seconda metà del mese di luglio e nel mese di agosto in alcune località che si rivolgono prevalentemente al mercato interno, sono mancate all’appello - dice ancora - 156 milioni di presenze turistiche, con un calo del 35,8% rispetto al 2019, di cui 118 milioni relative ai turisti stranieri». Un dato allarmante, considerato che in un anno «normale» i turisti internazionali contribuiscono per il 50,5% al totale dei pernottamenti e che la spesa dei turisti stranieri contribuisce al saldo della bilancia commerciale con 44,3 miliardi di euro. 

«I venti di guerra ci angosciano, ci dissuadono a intraprendere iniziative di ampio respiro. Ci fanno ripiegare su noi stessi quando sembravamo pronti a ripartire, a ritornare alla normalità che abbiamo tanto agognato in questi anni. I venti di guerra rendono più difficile il nostro lavoro, più costosa la nostra attività, più incerto il flusso turistico. E tuttavia voglio ripetere anche oggi quello che già diverse volte mi avete sentito dire: non richiudiamoci nei nostri timori, non lasciamoci vincere dalle difficoltà: affrontiamo questa congiuntura con l’ottimismo che ci deriva dall’essere imprenditori». Lo dice il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca a Parma, durante il suo intervento alla 72/a assemblea degli albergatori italiani alla presenza del ministro del Turismo Massimo Garavaglia ribandendo la solidarietà per le vittime del conflitto e «per chi è rimasto senza nulla, per chi ha subito una violenza indescrivibile».
«L'ottimismo di chi non sottovaluta le difficoltà nè i rischi, ma sa che di fronte alle difficolta non si fugge, non si può fuggire: bisogna affrontarle, bisogna combattere» aggiunge Bocca chiedendo scusa alla platea di aver usato questo verbo «così fuori posto nella nostra pacifica assemblea». «La nostra - dice - deve essere una lotta buona: per il lavoro, per le nostre famiglie e per quelle dei nostri collaboratori, una lotta pacifica, ma senza sosta».

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