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Sassi e Azzali (Upi): «Serve una normativa chiara». Pizzarotti: «Mall sequestrato, ferita ancora aperta»

«Rigenerazione urbana,  serve una normativa chiara»

14 Maggio 2022,10:25

Se si ferma l'edilizia si ferma tutto. Ad ogni crisi c'è sempre qualcuno che lancia questo avvertimento, perché il settore delle costruzioni è davvero una delle locomotive che fanno correre il Paese. «Sulla riqualificazione di intere aree della città si gioca la qualità di vita di molti quartieri. La presenza di alcune aree degradate impone l'urgenza di intervenire su queste zone». Annalisa Sassi, presidente dell'Unione parmense degli industriali (e da poco presidente di Confindustria Emilia-Romagna), sa che le città hanno bisogno di una cura speciale, «il tema della rigenerazione urbana è ora uno dei temi più sensibili», ma sa anche che la politica deve tradurre in leggi le richieste dei costruttori edili. «Serve una normazione chiara, che risponda alle legittime aspettative dei costruttori», commenta a margine del convegno al Regio.
Dopo anni di attesa, questo sembra essere il momento propizio per soddisfare le richieste dei costruttori e valorizzare le città. «Oggi esistono le condizioni per avere la fondata aspettativa che si procederà all'adozione di nuove norme nazionali che dovrebbero fare da riferimento generale al settore urbanistico», sostiene Cesare Azzali, direttore dell'Unione parmense degli industriali. «Ma soprattutto esiste una condizione di disponibilità di risorse che si ricavano da una pluralità di fondi, sia nazionali che europei, che dovrebbero permettere di riqualificare parti esistenti del territorio, valorizzando così la nostra comunità». Mettere in modo questo percorso «impegnerà nei prossimi anni l'intero settore delle costruzioni e le comunità in tutte le loro declinazioni».
P.Dall.

Michele Pizzarotti, presidente Comitato grandi imprese
«Mall sequestrato, ferita ancora aperta»

«Una nuova legge nazionale sulla rigenerazione urbana porterebbe un beneficio enorme alle città, che hanno bisogno di riqualificare le aree degradate e dismesse, anche a favore della socialità delle persone e per creare spazi condivisi». Michele Pizzarotti, presidente del Comitato grandi imprese dell'Ance pensa agli effetti pratici, e benefici, legati alla tanto attesa approvazione della nuova legge sulla rigenerazione urbana. Che potrebbe aiutare a scongiurare l'effetto ghetto in alcune periferie. «La vera crescita dell'Italia nasce anche dal recupero delle periferie, dove c'è il rischio che si possano creare delle zone ghetto. La presenza del ministro Giovannini a Parma dimostra quindi grande attenzione e per questo ci aspettiamo provvedimenti sul tema da un governo che può finalmente segnare il passo rispetto a quelli precedenti». Infatti, i tentativi di riforma spesso sono rimasti lettera morta.
«Negli anni non sono andati in porto i tentativi di riforma della legge urbanistica, perché è un materia di grande complessità che coinvolge Comuni, Province e Regioni, mentre lo Stato centrale non è stato in grado di offrire un coordinamento forte. Questo è uno dei grandi problemi d'Italia, perché è spesso mancato l'input dei governi».
Pizzarotti poi cita un caso locale. «Noi avevamo un Mall in costruzione che doveva essere di ultima generazione, di fianco alle Fiere in un’area bonificata, ma che è stato sequestrato nell'ottobre 2018 e che rimane uno scheletro, una ferita aperta per la città. Per chi vuole costruire, creare lavoro e fare delle cose di qualità è un grande peccato. È la dimostrazione di come la complessità della regolamentazione, che in questo caso vede temi aeroportuali intersecati con la pianificazione territoriale, crei delle inefficienze incredibili. Di tutto questo le imprese ne subiscono le conseguenze. Soprattutto le imprese virtuose».
P.Dall.

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