San Rocco
Le parole fermano gli istanti, fotografando il tempo drammatico della guerra. Catturano modi, lacrime, allarmi, disumanità. È il libro «Da Leopoli a Kiev – in viaggio nella guerra tra Putin e Zelensky» (Cinquesensi Editore) scritto dal giornalista Luigi Alfieri.
Il volume, presentato domenica sera nella chiesa di San Rocco, è un viaggio fisico e umano: attraversando i confini dell’Ucraina, vengono attraversati i confini dell’orrore, dei gesti quotidiani che appassiscono, insieme alle vite. È il resoconto carico di emozione di una missione: Valentina 3, la terza spedizione della «Missione Valentina» (chiamata così in onore di Valentina Pushich, medico rianimatore rimasta uccisa nei primi giorni dell’invasione), a cui Alfieri ha partecipato in prima persona. «La guerra uccide la quotidianità - esordisce l’autore - quella degli ucraini, ma anche la nostra: non possiamo dire che le nostre vite siano uguali a quelle prima dello scoppio del conflitto».
È chiaro anche nel libro: «La guerra vera è nelle piccole cose - scrive Alfieri -. È in una mamma che abbraccia un mazzo di rose rosse da portare alla bara del giovane ufficiale ucciso al fronte», per esempio.
L’assurdità della guerra emerge perfettamente, nelle pagine come nei ricordi: «Un proprietario di un bazar ha rischiato di essere fucilato, davanti ai suoi cinque figli e la moglie - racconta il giornalista ai presenti -. È riuscito a sopravvivere. Tornato nel suo negozio, ha stilato un dettagliatissimo inventario per contare le cose che gli erano state rubate: solo 7 canne da pesca».
Questo episodio, che rivela un’equazione disumana per cui 7 canne da pesca equivalgono ad una vita: «È emblematico, fa capire l’imbecillità di questo conflitto» ribadisce diretto l’autore.
La presentazione del volume del giornalista Luigi Alfieri - il cui ricavato servirà per l’acquisto di un’ambulanza per i feriti ucraini - è stata accompagnata da un concerto dell’ensemble Ars Canto diretto dal maestro Eugenio Maria De Giacomi. La Buona Novella di De Andrè è risuonata in San Rocco, insieme alla novella decisamente meno buona del terrore della guerra.
A.Pin.
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