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Le regole: nei luoghi di lavoro è raccomandata. Incentivi per il telelavoro

Mascherine, ecco dove servono

Mascherine, ecco dove servono

05 Luglio 2022,08:35

La mascherina non è più obbligatoria nei luoghi di lavoro, ma è fortemente raccomandata in diverse occasioni: al chiuso, nei luoghi aperti al pubblico e là dove non è possibile mantenere il distanziamento di un metro tra le persone. Queste sono alcune delle novità del protocollo siglato nei giorni scorsi tra le aziende e le parti sociali, che sarà valido fino al 31 ottobre. Le nuove linee, da applicare in tutta Italia, fissano alcuni punti relativi anche al telelavoro e ai protocolli anticontagio sui luoghi di lavoro, in particolare per quanto riguarda mense, spogliatoi e aree comuni. In riferimento al resto delle limitazioni, molti divieti sono caduti, come ormai risulta evidente in ogni aspetto della vita di comunità. A resistere, fino alla fine di settembre, è l'obbligo di mascherina Ffp2 sui mezzi di trasporto, ma non sugli aerei, dove è possibile viaggiare senza alcuna protezione su naso e bocca.


Mezzi di trasporto e sanità
Il «liberi tutti» è scattato il 16 giugno, giorno in cui è scaduto l’obbligo di indossare le mascherine al chiuso. Però esistono delle eccezioni. Sui mezzi pubblici - autobus, metropolitane, treni, navi e traghetti - i viaggiatori dovranno continuare a proteggersi naso e bocca con la Ffp2 fino al 30 settembre. Tradotto, questa estate sui mezzi pubblici si continuerà a viaggiare «mascherati». Non è così sui voli, in quanto in aereo non è più in vigore nessun obbligo. Il discorso però cambia se ci si sposta in ambito sanitario: per accedere agli ospedali e alle Rsa la Ffp2 torna obbligatoria. Il 15 giugno è poi scaduto l’obbligo vaccinale per gli over 50 e per il personale della scuola e delle forze dell’ordine, mentre per il personale sanitario l’obbligo sarà in vigore fino al 31 dicembre.


A viso scoperto
Mascherine addio, anche al chiuso. Da metà giugno non è più obbligatorio indossarle quando si va al cinema, a teatro, al museo o ai concerti. Non c'è l'obbligo di indossare la mascherina nemmeno quando si assiste ad una manifestazione sportiva al chiuso o quando si entra nei negozi, nei centri commerciali o in farmacia. Ma in tutti questi luoghi il «liberi tutti» deve essere affiancato alla prudenza. In altre parole, la mascherina non è più obbligatoria, ma è raccomandata nelle situazioni di particolare affollamento. Le mascherine e il distanziamento sono comunque un lontano ricordo nelle manifestazioni all'aperto, basti pensare ai festeggiamenti elettorali di una settimana fa. P.Dall.

 

Fino al 31 ottobre Dipendenti, va garantita la disponibilità delle mascherine Ffp2 Il protocollo approvato nei giorni scorsi dal Governo resterà in vigore fino al 31 ottobre. In base a questo protocollo. l'uso delle mascherine Ffp2, anche se obbligatorio soltanto sui mezzi di trasporto pubblici e nei luoghi dell'assistenza sanitaria, rimane un presidio importante e consigliato per la prevenzione del contagio nei luoghi di lavoro al chiuso e condivisi da più lavoratori oppure in quelli aperti al pubblico dove non sia possibile il distanziamento fra le persone. A questo scopo il protocollo prescrive che il datore di lavoro assicuri la disponibilità di mascherine Ffp2 al fine di consentirne l'utilizzo a tutti i lavoratori. Inoltre il datore di lavoro, su indicazione del medico aziendale, potrà individuare gruppi di lavoratori che dovranno indossare le Ffp2.

Fino al 31 dicembre Smart working per lavoratori fragili, possibile la proroga Per quanto riguarda i lavoratori definiti «fragili», il protocollo prevede che la normativa che agevola la possibilità dello svolgimento del loro lavoro in smart working, ma sempre tramite accordi aziendali, venga prorogata fino al 31 dicembre 2022. Di conseguenza lo smart working continua a essere ritenuto, in base al protocollo, uno strumento utile per contrastare la diffusione del contagio da Covid 19, in particolare con riferimento ai lavoratori fragili e quindi maggiormente esposti ai rischi derivanti dalla malattia. E' dunque prevista la possibilità, se il datore di lavoro ritiene ve ne siano le condizioni, di prorogare le condizioni normative agevolate per ricorrere allo strumento dello smart working per i dipendenti.

Prevenzione Con febbre a 37,5° resta il divieto di entrare in fabbrica e in ufficio Per quanto riguarda l'accesso ai luoghi di lavoro rimane in vigore il divieto per chi abbia una febbre pari o superiore a 37,5 gradi. Di conseguenza, resta in vigore la possibilità, da parte del datore di lavoro di sottoporre tutte le persone, compresi gli esterni, che accedono all'interno degli uffici o dei reparti al controllo della temperatura corporea mediante uno scanner. Se la temperatura sarà superiore a 37,5 gradi sarà vietato l'accesso ai luoghi di lavoro e la persona a cui venisse riscontrata questa temperatura dovrà contattare nel più breve tempo possibile il proprio medico curante e seguire le sue indicazioni. Spetta poi sempre al datore di lavoro assicurare pulizia quotidiana e sanificazione degli ambienti di lavoro e collocare dispenser con igienizzanti.

Spazi comuni Distributori automatici, mense e spogliatoi
vanno sanificati Nel protocollo sono state nuovamente confermate anche le regole di precauzione per l'accesso agli spazi comuni all'interno dei luoghi di lavoro, come mense, aree fumatori e infermerie. L'accesso a questi locali dovrà essere comunque contingentato e prevista una ventilazione continua e spazi ridotti di sosta nei locali. Per evitare assembramenti vanno favorite anche misure per orari di ingresso e uscita dal lavoro scaglionati, mentre dove possibile, in particolare nei negozi o nei luoghi affollati, è consigliata l'individuazione di porte di entrata e di uscita differenziate in modo da limitare al minimo i contatti ravvicinati. Va infine garantita la sanificazione periodica e la pulizia giornaliera di mense e tastiere dei distributori automatici di caffè e snacks.

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