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Vicesindaco

Lavagetto: «Vorrei che Parma diventasse la città della lettura diffusa»

«Vogliamo un Comune più vicino ai cittadini»

«Vorrei che Parma diventasse la città della lettura diffusa»

di Gian Luca Zurlini

15 Agosto 2022,08:25

La «traversata nel deserto» è finita: da capogruppo di minoranza del Pd adesso Lorenzo Lavagetto, grazie al successo elettorale, è passato al ruolo di vicesindaco, con deleghe importanti, come quelle a Cultura, Turismo, Partecipate e Personale. Un ruolo di primo piano dal quale rivendica la «discontinuità» rispetto alla precedente Giunta.

«Il cambiamento che avevamo evocato in campagna elettorale è partito proprio dalla squadra degli assessori, dove la discontinuità rispetto al recente passato è data dal programma che abbiamo portato avanti in campagna elettorale e dalla squadra che dà un segnale di coerenza rispetto a quanto promesso e quindi ora dovremo dare attuazione alle tante idee che abbiamo portato avanti».

Per quanto riguarda il lavoro futuro, due sono i punti su cui focalizza l'attenzione Lavagetto: «La scarsa partecipazione al voto ha indicato una distanza molto forte tra i cittadini e l'istituzione Comune e dunque dobbiamo lavorare per recuperare questa relazione e riportarlo vicino alle persone e recuperare un filo diretto con loro. Dall'altra parte, ci sono le sfide legate al sociale che ci attendono nei prossimi mesi e che dovremo affrontare con una visione politica condivisa per arrivare ad avere una città più inclusiva e vicina ai problemi della cittadinanza. E in questo le modalità soprattutto nell'approccio con i cittadini saranno decisive».

Lavagetto ci tiene a sottolineare anche il diverso approccio che ci sarà nel rapporto con le minoranze: «In consiglio comunale, pur con le distinzioni necessarie, l'atteggiamento con cui ci siamo posti nelle prime due sedute è quello di un rispetto dei ruoli e di un'apertura nei confronti delle minoranze e delle diverse sensibilità».

Per la Cultura, nella Parma del futuro, non ha ancora annunci da fare, ma sta già lavorando a progetti da portare avanti. «Ho ricevuto dall'attuale sindaco Guerra un assessorato bene impostato. Una mia idea che voglio sviluppare è di fare di Parma una delle capitali della lettura in Italia. E poi l'obiettivo è di avere una cultura con progetti il più possibile aperti alla città recuperando terreno rispetto alle arti figurative e visive e alla musica, fermo restando l'importanza dei teatri. Punterò poi a organizzare iniziative in spazi anche al di fuori di quelli tradizionali per coinvolgere maggiormente i cittadini». Sul Turismo, il neo-assessore ha idee chiare e un'idea da portare avanti: «La crescita dei numeri degli ultimi anni è stata importante, ma ha puntato molto sul fattore enogastronomico come attrattiva. Nella mia idea vorrei puntare maggiormente all'importanza storico-artistica di Parma, sfruttando anche sinergie tra gli accessi ai vari monumenti. Rispetto alla precedente connotazione vorrei correggere l'impostazione in alcuni casi a mio avviso un po' troppo elitaria di alcuni eventi e puntare a un maggiore coinvolgimento anche dei parmigiani a eventi collegati al turismo». Nel cassetto, poi, c'è anche la possibilità «se qualcuno intenderà portarla avanti» di «arrivare a proporre il Battistero e Piazza Duomo come patrimonio mondiale dell'Unesco. Certo, non è una priorità, ma se si verificassero le condizioni giuste per promuovere la proposta, potrebbe diventare un'opportunità importante per la nostra città». Se sul Personale «sto ancora analizzando quella che è la situazione per capire quali potranno essere gli interventi eventualmente necessari», sulle Partecipate la situazione è in evoluzione.

«Dalla giunta precedente eredito una buona situazione complessiva delle partecipate, dove molte criticità sono state risolte o sono in via di risoluzione. Grazie all'ottimo lavoro fatto dagli uffici la situazione economica generale è sotto controllo. Quello che invece vorrei rilanciare in questo mandato è la progettazione politica del ruolo delle partecipate, che è stata un po' accantonata negli ultimi 10 anni per affrontare le emergenze economiche. Le partecipate si occupano di servizi offerti alla cittadinanza e vorrei arrivare a un'analisi del loro ruolo e delle priorità di azione che possa essere correlata anche a quelle che sono le esigenze della collettività. Le partecipate sono una risorsa importante per il Comune, ma dovranno essere sempre indirizzate nella loro azione anche dalle necessità sociali e politiche che verranno individuate nelle sedi istituzionali».

© Riproduzione riservata

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commenti 1
  • andre77

    15 Agosto 2022 - 08:56

    Si in particolare nei parchi di notte è rilassante, grazie ai vostri moralismi

    Rispondi

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