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Via le mascherine su treni e autobus. Ma restano in ospedali, rsa, ambulatori

Ieri 92 ricoverati all'ospedale Maggiore. L'indice di trasmissibilità risale a 1

Via le mascherine su treni e autobus. Ma restano in ospedali, rsa, ambulatori

02 Ottobre 2022, 18:22

Via alle mascherine sui mezzi di trasporto pubblici, ma l'obbligo resta negli ospedali e nelle strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali.

È questo - a fronte delle richieste dei medici di non smantellare del tutto l'ultima misura di sicurezza anti Covid ancora in vigore - il compromesso trovato al ministero della Salute.

Il ministro Roberto Speranza ha firmato ieri l’ordinanza che proroga fino al 31 ottobre l'obbligo di indossare le mascherine nelle strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali, incluse le strutture di ospitalità e lungodegenza, le residenze sanitarie assistite (Rsa), gli hospice, le strutture riabilitative, le strutture residenziali per anziani, anche non autosufficienti.

La Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) ha giudicato «di buon senso» l'iniziativa di Speranza, «che tutela i pazienti più fragili. Auspichiamo si adotti questa scelta anche per tutto il periodo dell’influenza stagionale», ha aggiunto il segretario generale Fimmg, Silvestro Scotti.

Un appello analogo era arrivato nei giorni scorsi da Tiziana Meschi, responsabile del Covid Hospital nel padiglione Barbieri dell'ospedale Maggiore - dove i ricoveri complessivi dei contagiati sono passati dai 76 di inizio settembre ai 92 di ieri, di cui 56 proprio al Barbieri - che si era augurata che la mascherina restasse obbligatoria in ospedale e negli ambulatori medici.

«La mascherina resta un presidio fondamentale, soprattutto in vista della stagione fredda e dopo la ripresa della scuola e di una vita sociale prevalentemente al chiuso - ha detto la Meschi - Occorre grande cautela: ottobre sarà la cartina di tornasole per capire che inverno abbiamo davanti. E parallelamente al Covid avremo l'influenza stagionale, la cui vaccinazione consiglio vivamente».

Il via libera a bocca e naso scoperti sui treni e anche sugli affollati bus cittadini (vedi articolo a fianco) arriva in un momento delicato.

A livello nazionale l’incidenza del casi di Covid in questa settimana è stata di 325 casi ogni 100 mila abitanti (erano 215 la scorsa settimana).

In salita anche l’indice di trasmissibilità che passa da 0,91 a 1.

Un andamento che si riflette anche a livello locale. Dal 5 al 25 settembre i contagi settimanali a Parma e provincia sono passati da 864 a 1080 e i ricoveri ospedalieri dai 76 di inizio mese, come detto, agli oltre 90. Non sono numeri che preoccupano, ma che indicano un trend chiaro.

Si sono ammalati di più la scorsa settimana - secondo il report del dipartimento di Sanità pubblica dell'Ausl di Parma - i cittadini nella fascia fra i 25 e i 64 anni (quella socialmente più attiva), il 58,33%. Ma le cose non vanno bene neppure fra gli studenti (quasi il 19% di contagi da zero a 24 anni).

Un dato rilevato empiricamente anche nei tanti istituti scolastici cittadini, i cui dirigenti sono alle prese con i certificati di malattia di insegnanti e studenti.

Malata anche una fetta importante (il 15,5%) dei cittadini nella fascia 65-79 anni, mentre gli ultraottantenni si fermano all'8,3%.

I medici rinnovano l'appello alla vaccinazione, e in particolare alla somministrazione dei richiami, ora che sono disponibili anche i farmaci bivalenti contro le varianti Omicron, e considerato che la variante BA.5 è quella che al momento sta circolando al 90,8%.

Se la terza dose è stata eseguita da oltre il 90% degli over 60, «le quarte dosi somministrate sono finora poco più di 35.500 a fronte di una platea di circa 80 mila persone. Il mio consiglio è di proteggersi subito», ha detto nei giorni scorsi Silvia Paglioli, dirigente del dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl di Parma.

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