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Progettare la cittàIl bilancio della tre giorni dedicata al Pug

«Solidale, verde e attrattiva: ecco la nuova Parma»

Vernizzi: «Facciamo rifiorire tutti i quartieri» Il sindaco: «Bene il coinvolgimento dei giovani»

«Solidale, verde e attrattiva: ecco la nuova Parma»

22 Ottobre 2022, 08:38

La Parma del futuro non si disegna né con il righello né con le norme. Per immaginare come sarà la città fra trent'anni serve un'idea, una visione, il più possibile condivisa. «L'idea di fondo è una città a misura d'uomo, capace di aprirsi all'Europa, al mondo, che cresce dal punto di vista dei servizi e dell'attrattività piuttosto che da quello del consumo di suolo». Chiara Vernizzi, assessore all'Urbanistica, ha appena finito la tre giorni di studi dedicata al Piano urbanistico generale, il Pug, lo strumento urbanistico a cui la legge regionale ha affidato il delicatissimo compito di disegnare la fisionomia di Parma da qui al 2050.

«Pr050» è infatti il sottotitolo del Piano perfezionato nella serie di incontri iniziati giovedì e ospitati nel complesso monumentale di San Paolo.
Sia chiaro, il Piano urbanistico generale non è ancora stato scritto in modo definitivo. Prima di diventare realtà a tutti gli effetti avrà bisogno ancora di un anno e mezzo circa e di una serie di passaggi. Uno dei più importanti è in calendario a breve, entro fine mese, quando l'amministrazione comunale incontrerà i cittadini in una serie di cinque incontri per presentare la sua idea di Parma del futuro. Ma anche per ascoltare proposte e, magari, raccogliere qualche suggerimento da parte di chi quella Parma dovrà viverla.

Giovani protagonisti
Urbanistica e futuro. Proprio per questo motivo nella seconda sessione partecipativa dedicata al Pug e chiamata «Parma is calling» è stata riservata un'attenzione particolare alle indicazioni dei giovani, a cui è stato dedicato un tavolo ad hoc. «Quelle dedicate al Pug sono state e giornate di lavoro molto importanti con tavoli molto partecipati da parte di tutti i portatori di interesse a livello economico, associativo e di terzo settore sui diversi scenari che guardano la città del 2050». Il sindaco Michele Guerra traccia un bilancio della tre giorni al San Paolo. «È stato adottato un metodo di lavoro estremamente proficuo che ci permette di avere già dei risultati molto concreti da presentare alla città, perché questo è un piano strategico che ci dice quale deve essere il perimetro entro il quale pensare il futuro ed entro il quale costruire il futuro della Parma che verrà. In modo particolare è stato bello vedere la forte partecipazione dei giovani in un pomeriggio in cui sia i liceali che gli universitari hanno portato il loro contributo. Saranno loro infatti che quella Parma del 2050 dovranno viverla ed amministrarla».


Sostenibilità a 360 gradi

Sarà «verde», ma non solo. «La Parma del 2050 sarà una città sostenibile», precisa Vernizzi, ben consapevole che nell'ultimo periodo la parola sostenibilità rischia di essere inflazionata. «Vogliamo una città attenta alla qualità ambientale, ma anche sostenibile da un punto di vista sociale e ovviamente economico». Il segreto, nell'ultimo caso, passa dalla «collaborazione fra il pubblico ed il privato». L'obiettivo finale è ambizioso. «Vigliamo far rifiorire tutti i quartieri, vogliamo fare in modo che in ogni quartiere ci siano i servizi utili alla comunità». Il Montanara è un esempio virtuoso e da replicare, ammette l'assessore.
«Per riuscirci bisogna rivedere il sistema dei servizi, creando servizi di comunità come quello inaugurato in questi giorni al Lubiana-San Lazzaro. Occorre poi agevolare la mobilità pedonale e ciclabile».
Crescita controllata
Parma deve crescere. L'assessore ne è certa. Ma attenzione, non si tratta di consumare terreno agricolo. «Dovremo studiare incentivi per chi intenderà costruire sul costruito, in quanto è più costoso che partire da un prato». Sul consumo di suolo la legge regionale pone limiti precisi. «L'espansione dovrà restare dentro il parametro del 3% del perimetro del territorio urbanizzato. Parma deve crescere non in senso espansivo, bensì come servizi, deve avere funzioni e attività in grado di attrarre intelligenze».
P.Dall.

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