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LA CURIOSITÀ

Quando il borgo diventa una piazza (e la toponomastica non si aggiorna): succede in borgo delle Cucine

13 Settembre 2023, 10:48

Curioso cartello toponomastico all’ombra della Pilotta: borgo delle Cucine si chiama così perché qui per diversi anni dal 1873 venivano allestite le cucine per sfamare i poveri durante la stagione invernale. Naturalmente quelle cucine adesso non ci sono più e, osservando quello che c’è di fronte alla targa in marmo, è evidente che non c’è più neanche il borgo ma siamo praticamente in piazza della Pace. La zona, in effetti, è stata sconvolta dalle bombe della Seconda Guerra Mondiale e successivamente ci sono state altre trasformazioni.

A proposito, che cos’è un borgo? Dai tanti dizionari disponibili, sia tradizionali che online, eccone alcune definizioni: «centro abitato di media grandezza e importanza, caratterizzato da un'economia commerciale e da una zona periferica prevalentemente agricola», oppure «espansione di una città fuori dalla cerchia delle mura» o anche «raggruppamento di case lungo una via maestra».

Queste definizioni, però, non vanno bene per il nostro «borgo delle Cucine». Com’è la questione? Eccola: non in tutti i dizionari è indicato che «borgo» è anche un tipo di strada all’interno dei centri abitati. Uno dei pochi a prevedere questo significato è il dizionario Garzanti, che specifica: «in alcune città, denominazione di vie o strade».

Il centro di Parma, come tutti i parmigiani sanno, è pieno di borghi: Venti Marzo, Giacomo Tommasini (confidenzialmente «Giacomo»), Bruno Longhi e tanti altri. Forse però non tutti sanno che in molte città non esistono strade chiamate «borghi».

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