Volontari
Le donazioni del 2024 restano in linea con il 2023 (a dispetto del calo fisiologico dovuto alla chiusura a inizio 2024 per centro prelievi di San Pancrazio per ristrutturazione): 8.490, solo 38 in meno del 2023, l'anno record di sempre. E aumentano i donatori: 6358 nel 2024 contro i 6228 del 2023, con un più 16% di nuovi donatori (in tutto 630).
È positivo il bilancio dell'Avis comunale tracciato ieri nel centro prelievi «Laurinsich» di San Pancrazio dal presidente uscente Luca Asinari. Con una relazione puntuale, Asinari ha ricordato che «resta elevato il numero dei donatori attivi, 6358, con il 6,5% di donatori stranieri e con il 10,6% di stranieri fra i nuovi donatori, indicatore di buon auspicio per il futuro».
Dati che, assieme al buon risultato anche per il bilancio economico dell'associazione (tremila euro di passivo) ha portato alla riconferma di Asinari alla presidenza. Con lui sono stati riconfermati nell'esecutivo: vicepresidente con delega a comunicazione e sviluppo associativo Doriano Campanini; tesoriere Carmine Colucci; segretario (con delega a statistica ed informatica) Giuseppe Scaltriti; Simona Terzi responsabile sanità, con delega a prevenzione e salute. «New entry» Marina Alfieri, vicepresidente vicaria con delega a Giovani Parma 2027, e Paolo Marchignoli, con delega a promozione e inserimento nuovi donatori. Direttore sanitario resta Paolo Pattoneri, mentre lascia, per scadenza del mandato, la direttrice generale Stefania Miodini, che ha salutato l'assemblea ringraziando tutti.
Ma l'assemblea non è stata solo votazioni e numeri. Grazie alla (non casuale) coincidenza con la Giornata mondiale contro il cancro infantile, ospite dei donatori di sangue è stata l'associazione «Noi per Loro», da anni a fianco dei bambini ricoverati nella Oncoematologia pediatrica dell'ospedale Maggiore.
«Grazie a tutti. Senza di voi ci sarebbero poche possibilità di guarigione per tanti bambini» ha detto la presidente di “Noi per Loro” Nella Capretti portando doni preziosi per i volontari: due alberi di melograno (la cui simbologia richiama la collaborazione e l'unità di intenti), che sono stati piantati nel giardino all'ingresso del centro prelievi di San Pancrazio; e la testimonianza emozionante di quattro soci di «Noi per Loro», che hanno spiegato le vie personali e familiari (spesso drammatiche) che li hanno portati alla decisione di diventare donatori di sangue.
Anna, 18 anni, ha raccontato come tutto sia nato dalla malattia della sorella di 11 anni che aveva bisogno di un trapianto di midollo osseo: «Sono diventata donatrice per salvarla. Poi mi sono iscritta al registro mondiale dei donatori di midollo. E il passo successivo è stato donare sangue».
Grazia ricorda tutte le «cianfrusaglie emotive» di cui si è liberata per diventare, nel 2020, dopo la riflessione imposta dal Covid, una donatrice. Così come Claudia, donatrice a 37 anni, per la prima volta, il mese scorso. «Pensavo sempre: c'è qualcuno che lo fa al posto mio. Toccare con mano, grazie a “Noi per Loro”, la sofferenza dei malati mi ha dato una scossa», dice.
E poi c'è Andrea, arrivato alla donazione «seguendo la traccia di sangue di mio papà, donatore per una vita intera e orgoglioso di esserlo. Volevo essere orgoglioso di me stesso come lui».
Testimonianze che fanno dire al sindaco Michele Guerra che «la donazione, come voi dimostrate, è un esempio alto di consapevole cittadinanza. Questo è importante in un tempo modellato su schemi individualistici, nel quale spesso si risponde con rabbia agli stimoli complicati e disturbanti che arrivano dall'esterno. Ma se non siamo in grado di fronteggiare le sfide della modernità, restiamo indietro. E la risposta deve arrivare non solo dalle istituzioni, ma da organismi come l'Avis che mettono in campo responsabilità e dovere civico e morale».
Nel ringraziare Avis «per il modo coinvolgente ed empatico con il quale è stata condotta l'assemblea», la vicepresidente dell'Assemblea legislativa dell'Emilia Romagna, Barbara Lori, ha parlato di «testimonianze che diventano patrimonio comune e rendono solida la realtà dell'Avis, facendone uno stimolo ed un esempio di collaborazione con altri soggetti».
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