illeciti
I Nuclei dei Carabinieri Forestali dell’Emilia Romagna hanno eseguito su tutto il territorio regionale 20 controlli, nei confronti delle imprese attive nel settore dell’autodemolizione, al fine di verificare il rispetto delle prescrizioni contenute nelle autorizzazioni ambientali e quindi la correttezza della gestione del ciclo dei rifiuti.
A seguito di tali attività sono stati accertati 7 illeciti penali, di cui uno in provincia di Parma, inoltre sono state elevate 5 sanzioni amministrative per un importo complessivo di oltre 24.000 euro.
La tipologia di illeciti riscontrata riguarda impianti operativi in difformità delle prescrizioni contenute nelle autorizzazioni ambientali, ad esempio le aree di stoccaggio dei rifiuti non risultavano identificate e non munite di cartellonistica ben visibile per dimensioni e collocazione, indicante i codici identificativi dei rifiuti, lo stato fisico e le caratteristiche di pericolosità dei rifiuti stoccati, nonché le norme di comportamento per la manipolazione dei rifiuti e per il contenimento dei rischi per la salute dell’uomo e dell’ambiente, oppure lo stoccaggio veniva svolto in settori diversi da quelli indicati nella planimetria dell’impianto e i pozzetti della linea fognaria interna non accessibili, in quanto coperti dai rifiuti.
In altri casi si sono accertate l’incompleta ed inesatta comunicazione circa la quantità e le caratteristiche qualitative dei rifiuti, il mancato inserimento della dichiarazione ambientale dei dati inerenti i rifiuti ricevuti o la non corretta compilazione del registro di carico e scarico.
In provincia di Parma i Carabinieri Forestali, hanno eseguito un monitoraggio esteso del territorio finalizzato a contrastare il fenomeno dell’abbandono di veicoli fuori uso in aree periurbane e rurali. Nel corso di tale attività sono state elevate sanzioni amministrative per un valore complessivo di oltre 20.000 euro a numerosi cittadini, risultati proprietari di veicoli rivenuti in stato di evidente disuso e abbandono. Nella maggior parte dei casi questi automezzi vengono abbandonati in zone isolate e poco frequentate, come aree golenali del fiume Po e boschi dell’Appenino, cioè di porzioni del territorio che si caratterizzano per un elevato valore naturalistico e paesaggistico. Inoltre, i resti dei mezzi rivenuti spesso si presentano a diretto contatto con il suolo e completamente invasi dalla vegetazione spontanea, condizione che aumenta la possibilità di contaminazione delle matrici ambientali.
Nel complesso i controlli svolti dai Carabinieri Forestali hanno riguardato il settore della tutela ambientale a 360 gradi, al fine di verificare anche l’iscrizione all’Albo Gestori Ambientali dei veicoli impiegati e l’iscrizione al nuovo RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti) operativo da febbraio 2025, oltre alla regolarità degli scarichi nei corpi idrici e il rispetto della normativa antincendio e del commercio al dettaglio dei pezzi di ricambio.
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