nuova udienza del processo
Chiara Petrolini ha una modalità di relazione con gli altri definita «vendicativa» dalle psichiatre che l’hanno analizzata per conto dei giudici della Corte di assise di Parma. Sul punto, rispondendo alle domande delle parti in aula durante il processo, le due perite Marina Carla Verga e Laura Ghiringhelli, hanno spiegato: «Non è vendicativa del tipo 'ti buco le gomme' - hanno detto - ma tende a rendere l’altro responsabile di qualcosa. Lo ha fatto anche con noi. Come se fosse il suo modo di mettere in difficoltà l’altro, per riportare equilibrio dentro se stessa».
"Per noi Chiara è immatura quando ha una mancata assunzione di responsabilità, fa fatica a gestire alcune emozioni, preferisce parlare col web che con le persone, dipende molto dal giudizio altrui e tollera male, ha una ipersensibilità alla critica, al giudizio». Ma si tratta di «immaturità tali» che «non rilevano in termini di imputabilità" della ragazza cioè non modificano «la valutazione sulla capacità di intendere e di volere». Lo ha detto Laura Ghiringhelli, rispondendo a una domanda del presidente della Corte di assise di Parma Alessandro Conti, nel processo a Chiara Petrolini, specificando un passaggio delle conclusioni della perizia psichiatrica firmata insieme alla collega Marina Carla Verga.
L’imputata, in perizia, viene definita soggetto immaturo e fragile, meritevole di un trattamento e percorso di cura non così differente da quelli dedicati peri minori. «Pur avendo un’età adulta presenta fragilità. Non ha un deficit, ha delle tappe evolutive in ritardo rispetto alla sua età anagrafica», ha detto Verga rispondendo a una ulteriore richiesta di chiarimento del procuratore di Parma Alfonso D’Avino.
"Chiara versa in una sorta di condizione di solitudine, preferisce comunicare col web, che ha una funzione suppletiva che consente di avere le risposte anche più disparate, che la proteggono, la salvaguardano dal senso di vergogna». Lo hanno detto Marina Carla Verga e Laura Ghiringhelli, le perite della Corte di assise di Parma, testimoniando in aula nel processo a Chiara Petrolini, 22enne accusata di aver ucciso e sepolto i suoi due figli neonati, partoriti ad un anno e mezzo di distanza l’uno dall’altro a Traversetolo in provincia di Parma.
Le perite stanno illustrando il loro elaborato che ha concluso per la piena capacità di intendere e volere della giovane imputata al momento dei fatti. Imputata che non è presente, questa volta, in udienza, mentre ci sono l’ex fidanzato e padre dei due bambini, Samuel Granelli, parte civile, e i genitori di lei, tra il pubblico.
È stata ribadita la capacità di intendere di Chiara Petrolini: «Non ha deficit, non ha disturbo di personalità» e stante questa conclusione «non possiamo metterci a parlare di pericolosità sociale». Le perite hanno anche ribadito la loro valutazione sull'immaturità della ragazza: «È un dato abbastanza evidente».
Le specialiste hanno sottolineato nell’introduzione come la ragazza avesse «un interlocutore preferenziale, la cronologia del suo cellulare», da cui si sono ricavate anche le informazioni sulla sua seconda gravidanza.
Nuova udienza del processo a Chiara Petrolini, accusata di aver ucciso e sepolto i suoi due figli neonati. La ragazza, 22 anni, per la prima volta non è presente in aula. Si tratta di una tappa fondamentale del dibattimento perché le psichiatre Marina Carla Verga e Laura Ghiringhelli, nominate dalla Corte d’assise, saranno interrogate sulla perizia che ha dichiarato Chiara totalmente capace. Ed è probabile che la difesa vada all’attacco.
© Riproduzione riservata
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata