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Dopo sei anni individuato il ladro di via Chiavari, beccato grazie ad un mozzicone di sigaretta

Rapina in casa del 2020, vittima un'83enne: denunciato un trentenne

Dopo sei anni individuato il ladro di via Chiavari, beccato grazie ad un mozzicone di sigaretta

08 Marzo 2026, 11:54

Si è chiusa con la denuncia di un trentenne straniero un'indagine dei Carabinieri della compagnia di Parma. Gli accertamenti hanno individuato il presunto autore di una rapina in abitazione avvenuta all’inizio del 2020 e che aveva profondamente scosso una donna oggi 83enne. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine per reati analoghi, è stato inchiodato a distanza di anni da riscontri scientifici.

Il fatto risale al pomeriggio di venerdì 17 gennaio 2020. La vittima, che vive in un appartamento al primo piano nei pressi di via Chiavari, era uscita verso le 16.30 per alcune commissioni, dopo aver chiuso con cura porte e finestre. Al rientro, circa un’ora più tardi, ha notato le luci spente in tutta la casa, particolare insolito perché si aspettava di trovare il figlio già rientrato. Dopo aver acceso il soggiorno, si è incamminata lungo il corridoio verso il locale lavanderia, trovandone la porta chiusa. Nel tentativo di aprirla ha avvertito una forte resistenza: spingendo, ha intravisto la sagoma di un uomo. Pensando inizialmente fosse il figlio, si è ritrovata invece davanti a uno sconosciuto che, per garantirsi la fuga, avrebbe spinto con violenza la porta colpendola al braccio sinistro; quindi l’avrebbe strattonata e spintonata nel tentativo di farla cadere, prima di fuggire attraversando il soggiorno, uscendo dal retro dell’appartamento e dileguandosi nelle vie cittadine.

Resasi conto di aver subito un furto degenerato in rapina, l’anziana ha chiesto aiuto ai figli e ha chiamato il 112. Una pattuglia dei carabinieri è intervenuta. Dal sopralluogo, svolto insieme alla vittima, è emerso che l’intruso aveva rovistato esclusivamente in un cassetto della camera da letto, riuscendo ad arraffare una busta con circa 5.000 euro in contanti. Nonostante lo choc, la donna ha fornito una descrizione accurata dell’aggressore, precisando di averlo visto a volto scoperto e senza guanti.

L’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza dell’abitazione e di un’azienda confinante ha consentito ai militari dell’Arma di ricostruire i movimenti del malvivente: i filmati lo mostrano mentre effettua un giro di perlustrazione attorno a un capannone dotato di rampa per le auto, per poi introdursi in un deposito collegato al corridoio dell’appartamento. Dalle telecamere è emerso un particolare decisivo: prima di fare irruzione, passando nel parcheggio esterno, l’individuo ha gettato a terra un mozzicone di sigaretta.

Nel corso del minuzioso sopralluogo, i Carabinieri della Sezione Operativa hanno repertato alcune impronte papillari e recuperato proprio quel mozzicone, segnalato dai video. Il reperto è stato affidato alla sezione Biologia del Ris di Parma. Le analisi, particolarmente sofisticate, hanno consentito di estrarre dal mozzicone il profilo genetico di un soggetto maschile ignoto.

La svolta è arrivata il 27 febbraio 2026, quando il Ris ha comunicato che il campione, inserito e costantemente monitorato nella Banca Dati Nazionale del DNA, ha restituito un “match” positivo: il profilo corrisponde in modo univoco a quello di un trentenne straniero, pregiudicato, collocandolo senza ombra di dubbio sulla scena del crimine. Alla luce degli elementi raccolti, e ferma restando la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, l’uomo è stato denunciato all’Autorità giudiziaria.

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