Cadiopatie congenite, 1500 i parmigiani seguiti al Maggiore
Tchana: «Ogni anno circa trenta nuovi casi»
19 Febbraio 2022, 09:58
Probabilmente il vecchio adagio «al cuor non si comanda» in questo caso non vale. Almeno per chi di cuore si occupa ogni giorno e della cura del nostro muscolo più importante ha fatto la sua professione.
Il 14 febbraio è stata la Giornata mondiale sulle cardiopatie congenite, un momento per puntare i riflettori sulle malformazioni cardiache e promuovere una corretta informazione. «A Parma – spiega Bertrand Tchana responsabile della Cardiologia pediatrica dell’Azienda ospedaliero-universitaria - sono tra i 30 e i 40 i nuovi casi all’anno e sono circa millecinquecento i pazienti presi in carico dagli ambulatori dell’ospedale Maggiore». Dottor Tchana cosa sono le cardiopatie congenite? Sono essenzialmente anomalie strutturali del cuore che si possono verificare nelle prime 4-10 settimane di gravidanza. In sintesi, si va da anomalie che riguardano una singola parte del cuore (ad esempio una valvola) ad anomalie molto complesse in cui c'è un grave sovvertimento dell'architettura cardiaca. Conoscere in anticipo quali siano i neonati a rischio permette di organizzare interventi tempestivi e programmati. Negli ultimi anni stiamo registrando un ritorno di alcune malformazioni cardiache complesse nei neonati che sono rilevate dalla diagnosi prenatale, ma le famiglie, per motivi religiosi o culturali, decidono di portare a termine la gravidanza. Come viene seguito il paziente in Cardiologia pediatrica? All’ospedale Maggiore esiste una presa in carico multidisciplinare dei pazienti con il coinvolgimento di ginecologi, neonatologi e cardiologi pediatrici, che inizia con la diagnosi prenatale e il monitoraggio durante la gravidanza, fondamentale per le forme più complesse. Il progresso della cardiochirurgia pediatrica e le avanzate tecnologiche hanno determinato una vera e propria rivoluzione nell'epidemiologia e nella sopravvivenza dei pazienti. Parma ha dato un contributo significativo con il dottor Giancarlo Rastelli che alla fine degli anni sessanta ha messo a punto delle tecniche chirurgiche innovative (tutt’ora in uso) per la correzione di alcune cardiopatie fra le più complesse, sovvertendone radicalmente la prognosi. Il trattamento permette molto spesso il ripristino di una funzione cardiaca che rende possibile una normale vita di relazione. Infatti riscontriamo un aumento dei pazienti adulti dovuto proprio alla possibilità di correggere le cardiopatie già in età pediatrica. Inoltre con il nostro reparto collabora l’Associazione bambino cardiopatico che offre un aiuto prezioso ai piccoli pazienti e alle loro famiglie. Come si individua una cardiopatia grave? Oggi disponiamo di strumenti diversi per fare una diagnosi precisa e stabilire il trattamento più appropriato. Si parte con indagini diagnostiche non invasive come l'elettrocardiogramma, la radiografia del torace e l'ecocardiografia, per arrivare a tecniche più complesse come la Tac e la risonanza. Tutte indagini che eseguiamo presso la struttura dell’ospedale Maggiore di Parma. r.c.