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«Ormoni, la terapia sostitutiva per uomo e donna: quando è utile per una seconda giovinezza»

Estrogeni e testosterone: vantaggi e controindicazioni

«Ormoni, la terapia sostitutiva per uomo e donna: quando è utile»

di Anna Maria Ferrari

18 Maggio 2022,16:03

Ormoni come cassaforte di salute e benessere, tesoro di gioventù: ma quando, con gli anni, la loro produzione diminuisce, cosa si può fare? Esiste un modo per rallentare il declino e gli effetti dell'invecchiamento? Ne parliamo con Riccardo Volpi, direttore della Clinica medica (Dipartimento medicina e chirurgia) della nostra Azienda ospedaliero-universitaria.
Professore, esiste una «seconda giovinezza»?
«No, ma si può vivere molto bene anche quando gli anni salgono. E gli ormoni sono fondamentali, nel maschio e nella femmina».
Per la donna parliamo di menopausa.
«Nella femmina tra i 45-55 anni cessano i flussi mestruali spontanei in seguito all’esaurimento del patrimonio follicolare ovarico, accompagnati da una rapida riduzione dei livelli degli ormoni sessuali femminili, gli estrogeni. Nella prima fase i sintomi sono: vampate di calore, disturbi dell'umore, insonnia; poi compaiono, successivamente nel corso degli anni, disturbi a carico dell'apparato uro-genitale, disturbi della memoria, e, in età più avanzata, effetti sulle ossa (osteopenia e osteoporosi), e a carico del sistema cardiovascolare».
La terapia ormonale sostitutiva nella donna è utile?
«Certo. La terapia ormonale sostitutiva, che consiste nella somministrazione di piccole dosi di estrogeni e una quantità base di progestinici a seconda dei casi, è fondamentale. Ed è importante non solo all'inizio della menopausa, quando la sintomatologia è particolarmente evidente, ma anche più avanti, perché evita l'evoluzione di tutti quei piccoli disturbi legati all'atrofia dell'apparato genitale - con sintomi, ad esempio, come secchezza dell'apparato genitale, incontinenza urinaria e facilità alle infezioni – e previene o posticipa complicanze più importanti quali l'osteoporosi e le malattie cardiovascolari. Ovviamente la terapia va concordata con il ginecologo di fiducia».
Quali sono le controindicazioni?
«È controindicata nelle donne operate di cancro alla mammella e nelle pazienti che hanno avuto eventi di trombosi venosa profonda o di tromboembolia polmonare. A questo proposito prima di iniziare la terapia può essere utile controllare la funzionalità emostatica».
Parliamo del calo di testosterone nell'uomo.
«Gli uomini hanno un decorso completamente diverso dalle donne. Non esiste un'andropausa vera e propria, ma un calo progressivo della produzione di ormoni sessuali maschili che inizia dopo i 30 anni, circa l'1% all'anno, per arrivare, tra i 70 e gli 80 anni, a livelli di testosterone verso valori ai limiti minimi di normalità. Non c'è un'età fissa in cui questo accade né tutti per forza manifestano questo disturbo».
Quali sono i sintomi?
«Il deficit di androgeni, o ipogonadismo, si manifesta con disfunzioni sessuali quali: calo del desiderio, difficoltà all'erezione, ma anche sintomi quali depressione, ansia, disturbi del sonno e della memoria, perdita del senso di benessere, segni clinici come aumento dell’adiposità addominale, riduzione del volume e della consistenza dei testicoli, riduzione della massa muscolare; anemia, osteoporosi».
Quali sono i fattori che possono portare ad un calo del testosterone nell'uomo?
«Tantissimi. Ne cito solo alcuni: sovrappeso e obesità, patologie quali il diabete mellito di tipo 2, orchiti, malnutrizione, chemioterapia, terapia radiante, malattie epatiche, insufficienza renale cronica, malattie autoimmuni, malattie genetiche, tumori ipotalamo-ipofisari, interventi chirurgici, farmaci, traumi. Fondamentale lo stile di vita a partire dalla giovinezza: fumo, abuso di alcol, stupefacenti dalla marijuana in su, sono sostanze tossiche con effetti sulla funzione testicolare».
Esiste una terapia sostitutiva per l'uomo?
«Sì, consiste nell'assunzione di testosterone. Innanzitutto va posta la diagnosi di ipogonadismo: quando la concentrazione di testosterone è inferiore ad 8 nmol per litro, la diagnosi è certa; poi esiste una zona grigia, tra 8 e 12 nmol/L, nel cui caso vanno valutati i sintomi: se il paziente presenta carenza di desiderio, astenia, etc, si può iniziare la terapia sostitutiva; al di sopra di 12 nmol/L le concentrazioni di testosterone sono considerate normali».
Si può somministrare sempre?
«Non si può somministrare a soggetti che abbiano avuto e abbiano in corso il cancro della prostata, trombosi venosa o tromboembilia polmonare. Prudenza nei soggetti con grave malattia cardio-vascolare».
 Quali le modalità?
«Abbiamo due formulazioni: in gel, con applicazione quotidiana; per via intramuscolare, con effetto che dura tre mesi. Di solito si inizia con il gel, si effettuano periodici controlli sull’ematocrito, PSA e, se i valori sono corretti, si può successivamente passare alla somministrazione intramuscolare. Nel tempo devono essere controllati molto attentamente i valori dell'ematocrito, PSA e le concentrazioni di testosterone».
I vantaggi della terapia sostitutiva nell'uomo sano.
«Diciamo che restituisce il benessere all'uomo che invecchia, e previene, come nelle donne, l'insorgenza della malattia cardiovascolare, protegge le ossa e i muscoli. Garantisce una buona qualità di vita».

© Riproduzione riservata

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