La vita, che stress. Come combattere i sentimenti negativi
Situazioni difficili? Non combatteteli, accettateli, siate gentili con voi stessi e aperti ai cambiamenti. E imparate a respirare
12 Ottobre 2022, 22:12
LLa medicina comportamentale, nata nei primi anni '70, ha sancito il superamento della divisione corpo/mente e dimostrato come le malattie, specie quelle cronico-degenerative, siano influenzate da comportamenti individuali e dalla capacità degli stati emotivi di modificare il sistema endocrino, scatenando gli ormoni dello stress, adrenalina e cortisolo. Da qui la nascita di opportunità di cura con un approccio cognitivo-comportamentale.
Ne parliamo con Lorenza Bicchieri, psicologa e psicoterapeuta della casa di cura Città di Parma, che di recente ha tenuto un webinar sulla gestione dello stress organizzato dall'Associazione diabetici di Parma. Come «nasce» lo stress? Lo stress è una reazione aspecifica dell’organismo ad una richiesta, che ha la funzione di renderlo più efficiente. In questo senso può essere percepito anche come piacevole e motivante. È una risposta fisiologica che ha permesso a molte specie, compresa la nostra, di essere efficaci nell’affrontare le minacce alla sopravvivenza, come incontrare un animale feroce ed avere il corpo pronto per lottare o fuggire. Il problema è che oggi continuiamo a reagire come se vivessimo in una savana, invece abitiamo in un giardino. Significa che mettiamo in atto risposte abnomi? Gli stressors si sono modificati nel tempo, ma non il modo di funzionare del cervello di fronte alle minacce: reali o potenziali. Lo stress, dopo le prime strategie di risposta e la fase di adattamento, se persiste nel tempo o è disfunzionale, può innescare un circolo vizioso di mantenimento della reazione di stress. Ciò che accade è che i cosiddetti “cervello rettiliano”, adibito alle funzioni di sopravvivenza, e “cervello mammaliano”, comparso nei mammiferi e sede delle emozioni, rispondono anche a ciò che proviene dalla Neocorteccia, dove hanno sede la percezione e le funzioni cognitive superiori, che nell’essere umano è particolarmente sviluppata. In altre parole, pensare alla possibilità di incontrare un leone, può creare lo stesso livello di stress che incontrarlo veramente. Come capire se ci stiamo avvicinando, o siamo già, in questa fase? Il primo passo è porsi alcune domande: quali sono i miei stressors? Quali le mie reazioni abituali? Come lo avverto nel corpo? Le mie risposte abituali sono utili o creano ulteriore stress a lungo termine? Il secondo passo è provare a cambiare le nostre risposte allo stress diventando consapevoli e disponibili a stare con quello che ci disturba, anziché lottare contro. Più facile a dirsi che a farsi... La tradizione buddista usa la metafora dei due dardi per spiegare la differenza tra il dolore, che è inevitabile, e la sofferenza, evitabile. Se sei colpito da un dardo provi dolore, ma se tenti di toglierlo dalla pelle, se opponi resistenza, soffrirai. La persona saggia prova dolore ma non si dibatte, evitando la sofferenza. Possiamo allenarci a smettere di lottare, e adottare risposte funzionali e utili.
Come? Allenando il nervo vago, ossia il nervo cranico che modera l'azione eccitatoria del sistema nervoso simpatico. Iniziamo dalla postura, che deve dimostrare un'intenzione curiosa e disponibile verso quello che proviamo: eretti, a spalle aperte, espressione calma del viso. Buttate l'ancora nel qui ed ora, cominciate a regolare il respiro (che con il sistema nervoso simpatico attivato è più veloce e superficiale), a sentire le sensazioni del corpo e tornate a concentrarvi sul respiro ogni volta che la mente “chiacchiera” ancora. Suona come una sessione di meditazione. Lo è. La meditazione è un ottimo allenamento anti stress. Bisogna ammettere di essere umani e di essere in difficoltà e offrire a noi quel che offriremmo ad un buon amico: gentilezza. Allarghiamo il focus, guardando ciò che possiamo fare e di cui poter usufruire: quali cose importanti sono ancora qui, a disposizione e raggiungibili? Cosa fare per agire, anche solo un po', nella direzione che ti indicano i tuoi valori e i tuoi desideri profondi? Questo evita di restare incastrati nel gap fra la vita che si ha e quella che si vorrebbe. Insisto: mantenete un atteggiamento curioso, non remate contro i cambiamenti, perché niente è definitivo. Se rifiuto qualcosa, non posso imparare niente da quella situazione. E così è per le malattie: accettarle significa evitare una sofferenza extra, e aiuta ad abituarsi a gestirle al meglio.