SALUTE
Non è solo una questione di sbalzi termici dovuti al clima che fa le bizze: se fino a maggio, infatti, la primavera era stata a dir poco ballerina, con giornate calde e magari umide, alternate ad altre fredde e piovose o improvvisamente ventose, ora che l’estate pare si stia invece stabilizzando (vale a dire con la colonnina in salita), dobbiamo tenere conto anche delle escursioni tra ambienti caldi-caldissimi (strade, piazze, appartamenti, luoghi di lavoro come cucine, cantieri o fabbriche) e altri di contro rinfrescati dall’aria condizionata a volte anche molto spinta (come accade sempre più spesso in uffici, negozi, supermercati, centri commerciali, aeroporti, treni, bus).
Se fa molto caldo e stiamo sudando copiosamente, perdendo dunque elementi vitali come sodio, potassio ed elettroliti, bisogna continuamente reidratarsi, reintegrando l’acqua e gli elementi persi. Le persone sane, senza patologie, devono arrivare a tre litri di acqua al giorno - spiega Montacchini -. Detto ciò, non dimentichiamo che il nostro corpo non è fatto per gli sbalzi di temperatura: la transizione da un luogo o un ambiente molto caldo a uno freddo (e viceversa) va fatto con gradualità, usando il buonsenso. Può sembrare un’ovvietà, ma molti dimenticano l’importanza di vestirsi in modo adeguato affinché si eviti di prendere un colpo di freddo quando si entra accaldati e sudati in un ambiente rinfrescato dall’aria condizionata. Così come è buonsenso, nelle stagioni con sbalzi climatici repentini, tenere a portata di mano un indumento in più per proteggersi dal freddo improvviso».
Il sudore peraltro non evapora, anzi rimane sulla pelle asciugandosi alle temperature più basse, vuoi per un repentino cambio di clima, vuoi perché ci si espone a un getto di aria fredda, eventi questi che poi possono provocare malanni respiratori, congestioni e persino problemi di pelle (i pori, dilatati per il caldo, si chiudono all’improvviso trattenendo anche le impurità).
A proposito di clima, Montacchini poi ricorda che oggi molte malattie sono causate non solo dal clima di per sé instabile, ma anche dallo stesso cambiamento climatico e dall’inquinamento. «Un interessante studio dell’Humanitas di Milano ha messo in evidenza la correlazione che esiste tra giornate con temperature molto elevate e contestuale aumento delle polveri sottili (Pm10) e gli accessi al Pronto Soccorso per eventi cardiovascolari: in queste condizioni, aumentano del 34%».
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