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salute

Nemica del cuore la lipoproteina(a) ha la capacità di danneggiare le arterie sei volte più del colesterolo cattivo. Ma c'è un farmaco

Nemica del cuore

09 Febbraio 2024, 16:07

Come sempre partiamo da una notizia recente, scientificamente straordinaria, per parlare con i nostri lettori di un argomento che davvero ci tocca tutti.

È stato appena pubblicato uno studio di qualità molto elevata, sul giornale Jacc (Journal of the american college of cardiology) del 15 gennaio scorso, una delle tre riviste cardiologiche più importanti: in questo studio di associazione genetica su ben 502.413 (mezzo milione!) di partecipanti al Biobank del Regno Unito, sono state identificate le varianti genetiche che influenzano in modo unico i livelli nel sangue di una lipoproteina(a), o Lp(a) (si legge “ellepiapiccolo”, contenuta nella misurazione che si fa routinariamente del colesterolo totale) oppure del colesterolo Ldl.

La Biobank Inglese è una perla invidiata da tutto il mondo, un'enorme banca dati in cui le autorità inglesi hanno iniziato a raccogliere tutti i dati medici dei volontari, completi del loro genoma (il Dna) per più di mezzo milione di cittadini che hanno dato il consenso, registrando tutti i loro dati medici, ovviamente completamente de-identificati, anonimi.

Tali dati sono utilissimi per la scienza, ora più che mai, visto che l'intelligenza artificiale aiuta in modo esponenziale nell’analisi di grandi masse di dati, trovando correlazioni spesso sorprendenti.

Sulla base dei dati, i ricercatori hanno trovato che l'aterogenicità (cioè la capacità di produrre placche aterosclerotiche nelle arterie coronariche e non) della lipoproteina(a) è circa sei volte maggiore di quella del colesterolo LDL (il cosiddetto “colestrolo cattivo”), che pur è severamente aterogeno.

Ci sono due implicazioni cliniche importanti. In primo luogo, per caratterizzare completamente il rischio di malattie cardiovascolari aterosclerotiche, diventa quasi imperativo d’ora in poi misurare la Lp(a) in tutti i pazienti adulti almeno una volta nella vita.

In secondo luogo, questi studi forniscono una giustificazione per puntare all’abbassamento della Lp(a) con farmaci potenti e specifici, cosa che potrebbe portare a benefici clinicamente maggiori del semplice abbassamento del colesterolo, farmaci già previsti in commercio per la fine del 2024.

Ove la Lp(a) non sia stata misurata, esiste un’altra possibilità, più semplice e alla portata, cioè misurare il colesterolo cosiddetto non-HDL (cioè facilmente misurabile colesterolo totale-colesterolo HDL). Tale colesterolemia non-HDL, pur non essendo la stessa cosa che misurare Lp(a), è molto rappresentativa anche dell’Lp(a), perché questa lipoproteina è contenuta nel calcolo.

Quindi, se non potete misurare l’Lp(a) direttamente, la colesterolemia non-HDL sarà certamente molto meglio per valutare il vostro rischio cardiovascolare, rispetto a quello che veniva considerato il miglior parametro ad oggi, cioè il colesterolo LDL.

pacc.gaibazzi@gmail.com

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