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SALUTE

Sotto il sole: le precauzioni per proteggersi dai tumori della pelle Perché l'intensità dei raggi non sempre è correlata al caldo

Sotto il sole

di Monica Tiezzi

01 Giugno 2024, 15:28

Le radiazioni solari sono indispensabili per il pianeta e la nostra salute ma possono avere effetti nocivi sulle difese immunitarie e sulla pelle.

Di cosa sono composti i raggi del sole?

«Sono radiazioni che comprendono tutto lo spettro elettromagnetico. Dalle radiazioni ionizzanti, attraverso le ultraviolette (UV), la luce visibile e l'infrarosso, fino alle microonde e radioonde - risponde l'oncologo Vittorio Franciosi - In particolare, le radiazioni UV sono di tre tipi: A, B e C. I raggi UV che raggiungono la superficie terrestre sono in gran parte UVA (95%) con una piccola componente UVB (5%). Il livello di esposizione dipende da latitudine, altitudine, ora del giorno, periodo dell’anno, copertura nuvolosa e riflesso delle superfici vicine. Alcuni servizi meteorologici forniscono previsioni giornaliere dell'intensità della radiazione solare UV che possono essere utili come indicazione approssimativa».

Oltre al sole ci sono altre sorgenti di raggi UV?

«Si, esistono anche fonti artificiali come le lampade abbronzanti, che rappresentano un rischio per la salute e in alcune nazioni sono vietate; lampade professionali per l'indurimento delle resine; germicide per disinfettare laboratori, ospedali, palestre e piscine. Lampade UV vengono usate anche a scopo terapeutico per trattare alcune malattie della pelle, come la vitiligine, la psoriasi e la dermatite atopica».

Le radiazioni solari possono causare i tumori?

«Purtroppo si. La radiazione solare è classificata dalla Iarc (International agency for research on cancer, ndr) come cancerogena per l’uomo di gruppo 1 perché può provocare vari tipi di tumori maligni della pelle come i carcinomi basocellulare e squamoso e il melanoma maligno, il più insidioso. Anche le lampade abbronzanti sono cancerogene per l’uomo di gruppo 1 perché possono provocare il melanoma maligno cutaneo e il carcinoma squamoso. I tumori cutanei, sia melanomi che non-melanomi, sono più comuni nei maschi anziani e sono in aumento sia nelle popolazioni bianche che in quelle asiatiche».

In che modo i raggi solari provocano i tumori cutanei?

«Attraverso lesioni dirette (UVB) e indirette (UVA) del Dna, che provocano mutazioni e infiammazione, che con la mediazione di molecole ossidanti e citochine, inducono la crescita del tumore. Il melanoma maligno, in particolare, è favorito dall’infiammazione secondaria all’esposizione solare eccessiva, intensa e intermittente, soprattutto in età infantile. È dimostrato anche che i raggi UV riducono le difese immunitarie contro i tumori della pelle, sia attraverso la soppressione dell’immunità a livello cutaneo che sistemica».

Ci sono persone più a rischio di altre di sviluppare i tumori della pelle?

«Sì. Chi ha la pelle molto chiara, gli occhi azzurri/verdi e i capelli biondi o rossi (fototipi 1 e 2) è a maggior rischio di sviluppare un melanoma maligno, come pure le persone albine. Anche chi assume farmaci immunosoppressori, ad esempio dopo un trapianto renale, o un farmaco antifungino, il voriconazolo, o un diuretico, l’idroclorotiazide, devono proteggersi di più dall’esposizione al sole. Esiste anche una rara malattia ereditaria, lo xeroderma pigmentoso, caratterizzata da un'estrema sensibilità alla luce solare, che espone ad un rischio elevatissimo di sviluppare tumori della pelle fin dalla prima infanzia».

Cosa si può fare per prevenire i danni derivanti dai raggi solari?

«Le regole da rispettare sono tre: evitare l’esposizione solare non necessaria; adottare misure preventive per proteggersi dal sole (indumenti protettivi, cappello, crema solare, stare all’ombra) e ridurre al minimo il tempo trascorso all’aperto fra le 9 e le 15, in cui l’intensità della luce solare è più forte. Inoltre occorre sapere che l'intensità della radiazione UV non è correlata alla temperatura e che nel mese di marzo, nel nostro emisfero, l'intensità dei raggi UV è forte anche se le temperature sono basse e le giornate sono nuvolose. Non esistono campagne di screening di popolazione validate per la diagnosi precoce dei tumori della cute, in particolare del melanoma, ma è possibile una diagnosi tempestiva, soprattutto per le persone che presentano dei fattori di rischio, rivolgendosi al proprio medico di famiglia, che valuterà l’invio dallo specialista dermatologo, in caso di comparsa o modificazione di un nevo o di un’altra lesione cutanea».

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