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salute

Bambini in viaggio: i consigli per gli spostamenti con i più piccoli a bordo

Mal di auto, sonnolenza, irritabilità, inappetenza

Bambini in viaggio

13 Luglio 2024, 09:58

«Siamo arrivati?». Capita che la domanda sia posta dai bambini ai genitori a pochi minuti dalla partenza in auto. Affrontare trasferte lunghe con i bimbi spesso è complicato. Non sempre però il malessere del piccolo è legato alla noia, al capriccio; ci sono bimbi che soffrono di un disturbo, la cinetosi, che si presenta nei viaggi con nausea, vomito ed altri sintomi. Cosa fare per arginare la cinetosi e per affrontare i viaggi con i più piccoli in tranquillità? Lo abbiamo chiesto a Lucia Cagozzi, pediatra di base dell'Ausl di Parma.
«Per cinetosi si intende un insieme di sintomi spiacevoli quali agitazione, sudorazione fredda, sbadigli, mal di testa, nausea, vomito che si verificano in seguito ad una ipersensibilità del centro dell’equilibrio (labirinto) situato nell’orecchio interno, che in bambini predisposti sollecita più del dovuto il sistema neurovegetativo - spiega la pediatra - Il disturbo tende a manifestarsi in condizioni di movimento passivo e si può presentare come mal d’auto, mal di mare, mal d’aereo, mal di treno e può accentuarsi per stimoli visivi eccessivi come guardare lo scorrere del paesaggio laterale (questo provoca stimoli contraddittori rispetto al corpo che è fermo) oppure usando tablet o video che quindi, per chi soffre di cinetosi, sarebbero da evitare in viaggio. È un disturbo sostanzialmente assente sotto i 2 anni, ha un'incidenza elevata tra i 2 e 12 anni per diminuire o risolversi completamente in età adulta».

Cosa fare per prevenire?
«Innanzitutto cercare di partire quando il bambino ha ancora sonno e usare una guida tranquilla, lineare, senza accelerazione né decelerazione. Evitare inoltre in auto odori forti quali profumi intensi e tenere l’ambiente sempre fresco aprendo un po' i finestrini o attivando l’aria condizionata a 23-24 gradi. Ricordiamo che il bambino va tenuto sempre legato negli appositi seggiolini che, oltre a garantire sicurezza, lo costringono a guardare avanti. Prima di partire può essere utile fare un piccolo spuntino a base di cibi secchi e digeribili (cracker, grissini) e se il viaggio è lungo fare spuntini frequenti. Evitare bevande gassate, succhi di frutta o latte, ma bere a piccoli sorsi liquidi chiari freschi (tè, acqua) con un po' di zucchero. Se il viaggio è lungo programmare pause ogni 2-3 ore per fare qualche passo all’aria con il bambino».

Quando possono essere utili i farmaci?
«In viaggi particolarmente lunghi e in bambini sensibili, sotto consiglio del pediatra, possono essere indicati farmaci specifici come il dimenidrinato (appartiene alla famiglia degli antistaminici) che va somministrato mezz’ora prima della partenza e può essere ripetuto anche dopo 6 ore. Può essere utilizzato dai 4 anni. Esistono anche prodotti a base di zenzero, che sfruttano la proprietà antinausea della radice, e che si trovano in diverse formulazioni (biscotti, tè, compresse, soluzioni acquose). Possono essere assunti anche dai più piccoli perché sono privi di effetti collaterali».


Se i bambini non sono affetti da cinetosi, ma sono insofferenti ai lunghi viaggi, quali sono gli accorgimenti?
«In caso di viaggi lunghi in auto, per bambini non soggetti a cinetosi si possono seguire alcuni consigli: prima della partenza fare sempre pasti leggeri; programmare preferibilmente il viaggio nelle ore del sonno; utile portare in viaggio l’oggetto del cuore da cui il bimbo non si separa mai; per distrarlo, favorire giochi di fantasia o ascoltare o cantare le sue canzoni preferite in modo che il bambino guardi avanti. Il bimbo non va mai tenuto in braccio o libero nell’auto quando l'auto è in movimento e non va mai allattato durante la marcia. L’unico modo approvato dalla legge per trasportare bambini in auto è il seggiolino omologato. Il seggiolino non consente di tenere disteso il bambino in posizione supina: per i neonati si può mettere un riduttore ma occorre fare tappe frequenti (almeno ogni 2 ore) per poter far distendere il bambino e non caricare la schiena se non ancora in grado di sostenere la posizione seduta. Bene portarsi una coperta per le soste, dove si può stendere il neonato e lo si può far muovere in sicurezza».



Lucia Cagozzi
Pediatra di base dell'Ausl.

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