Coinvolti circa 30 studenti del triennio - Successo del progetto pomeridiano del «Primo Levi» in collaborazione con la Federazione di pugilato: l’unico nel suo genere a Parma e provincia
di Matteo Poletti
05 Gennaio 2026, 11:02
All’Ipsia «Primo Levi», il venerdì pomeriggio ha assunto un significato inedito e fortemente educativo. Alle 13,30, dopo la fine delle lezioni, circa 30 studenti delle classi terze, quarte e quinte si ritrovano per il corso di pugilato.
L’iniziativa, partita venerdì 31 ottobre, si inserisce in un più ampio percorso sportivo e formativo che presto comprenderà anche un corso di Aikido. L’obiettivo è chiaro: offrire ai ragazzi strumenti concreti per imparare a gestire le proprie emozioni e proporre modi più produttivi con cui riempire i pomeriggi dopo il suono della campanella. Il dirigente scolastico dell'Ipsia Primo Levi Federico Ferrari ha sottolineato l’importanza dell’attività sportiva come veicolo di crescita e integrazione, evidenziando anche il forte legame con il territorio e le federazioni sportive: «Il progetto sulla boxe è stato fortemente voluto e realizzato grazie all’accordo con la Federazione di pugilato - ha spiegato il preside Ferrari -. Si tratta di uno dei soli 30 progetti simili in tutta Italia e l’unico nella provincia di Parma». Pasquale Garzilli, allenatore e insegnante di pugilato, ha aggiunto: «Prima di iniziare, abbiamo condotto un sondaggio con i ragazzi per conoscere le loro aspettative e le loro emozioni a riguardo: un feedback fondamentale che verificheremo a fine corso. Per una scuola come la nostra, dove purtroppo registriamo tanti studenti con problemi di gestione della rabbia e aggressività, uno sport come il pugilato è cruciale. La boxe insegna a gestire le proprie emozioni e a modularle in un contesto regolamentato». «Il nostro obiettivo è chiaro: incanalare la sana aggressività che ognuno di noi ha dentro di sé nei canoni delle regole e della disciplina», ha proseguito Garzilli. «La boxe funge da volano per questo percorso educativo. Abbiamo visto miglioramenti anche con attività precedenti come il nuoto e l’arrampicata sportiva. In futuro ci attiveremo anche per un corso di pallavolo, molto richiesto perché, essendo uno sport di squadra misto, unisce ragazzi e ragazze, incentivando in particolare la partecipazione femminile», ha precisato ancora l'allenatore. Garzilli ha sottolineato anche l’importanza dello sport come guida nella vita dei giovani: «Ogni attività sportiva, che sia la boxe o il nuoto, è un modo per i ragazzi di trovare un punto di riferimento nella città al di fuori dell’orario scolastico. Molti di loro, dopo la scuola, non hanno molte opzioni. Noi cerchiamo di fargli conoscere l’ambiente sportivo, in modo che possano continuare anche in palestra. Abbiamo notato, in particolare in questo progetto di pugilato, una notevole presenza femminile tra gli iscritti. La cosa più bella è che, durante le lezioni, i ragazzi fanno gruppo: nascono amicizie e si rafforza il senso di comunità scolastica, che non si esaurisce al suono della campanella». Tra gli studenti, l’entusiasmo è palpabile. Due di loro, Pierluigi e Sara, hanno raccontato i motivi che li hanno spinti a partecipare. Dietro la scelta di Pierluigi c’è la sua sicurezza personale: «Ho scelto questa esperienza perché voglio imparare a difendermi in modo concreto». Sara, invece, ha aggiunto: «Pratico già un altro sport da combattimento e ho scelto la boxe per migliorare le mie capacità». Nonostante il progetto sia solo alla seconda lezione, gli effetti positivi sui ragazzi sono già lampanti. «La cosa che mi piace di più - commenta Pierluigi - è che possiamo scegliere il compagno e ci divertiamo tutti insieme imparando». Concetto condiviso da Sara, secondo cui «nonostante l’impegno, il divertimento non manca».