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Un sogno, Saccardi alle Olimpiadi: "Non me l'aspettavo, hanno voluto darmi fiducia"

Un sogno: Saccardi alle Olimpiadi

Un sogno: Saccardi alle Olimpiadi

di Lucia Galli

27 Gennaio 2026, 08:54

Lesignano, provincia di Olimpia. Sognare è servito, ora bisogna aprire gli occhi perché è tutto vero. Dopo Salt Lake City 2002, a Milano-Cortina arriverà un altro parmense: Tommaso Saccardi, classe 2001, sarà fra i 193 azzurri a Cinque Cerchi. Cresciuto fra le fila dello sci club Schia Monte Caio, oggi nel gruppo sportivo dei Carabinieri, Tommy da Lesignano sarà uno dei 21 alfieri dello sci alpino. Il catalogo, limato non senza qualche sorpresa, arriva in serata ed è gioia grande. «Non lo sapevo - ammette papà Andrea che lo apprende dai nostri messaggi -. Ho il cuore a mille».

Saccardi milita nel massimo circuito fin dal 2021, quando esordì in coppa del Mondo sulla 3Tre di Madonna di Campiglio, alternando la massima serie con la palestra di coppa Europa. Fra 2022 e 2023 ha anche affrontato una operazione alla spalla, ma da un paio di stagioni è cresciuto regolarmente fra i pali dello slalom, cui, aggiunge, quando può, anche un poco di gigante. La sua convocazione non era scontata: nonostante i senatori dello slalom - da Alex Vinatzer a Tommaso Sala -non abbiano ancora ingranato una stagione full gas, i posti erano pochi, una decina per tutto il comparto, dalla velocità alla combinata, agli slalom appunto. Lui, millennial di sicure potenzialità, doveva vedersela con almeno altri due compagni e quasi coetanei con cui ha alternato alti e bassi, giornate buone ed altre meno. In carriera, oltre a 18 partecipazioni alla massima serie, vanta 8 top 10 in coppa Europa, impreziosite dalla vittoria a Levi nel 2024 e da altri 3 podi, l’ultimo, sempre in slalom, una decina di giorni fa a Crans Montana.

Il suo ruolino di marcia quest’anno è stato in crescendo. In Coppa ha affrontato – da Val D’Isere a val Badia, da Adelboden a Wengen e Kitz - tutti gli slalom più tosti, mostrando segmenti buonissimi ed interessanti parziali, ma, indubbiamente, anche qualche uscita di troppo. Ha trovato, però, la qualifica su una pista difficilissima come quella di Wengen. Del terzetto di ragazzini terribili è sicuramente il più in forma nelle ultime settimane. Al traguardo, in Svizzera, aveva ammesso di voler far vedere ciò che poteva fare, senza fare calcoli sui primi punti in coppa. La selezione interna quindi si faceva sentire e lui ha voluto giocare così le sue carte. Ieri, con grande maturità, ha spiegato: «Mi ha telefonato l’allenatore Max Carca nel tardo pomeriggio: io non me lo aspettavo e sono molto contento». Poi spiega: «Posso aver dato buoni segnali, ma indubbiamente, mi manca ancora la zampata, il risultato. Evidentemente hanno voluto darmi fiducia, intravedendo delle potenzialità». Ora ne farà tesoro. Mamma e papà? «Li ho sentiti, mi hanno detto di godermela al massimo e di fare sempre al meglio».

Domani aprirà il cancelletto di Schladming, nella night race che di solito fa tremare vene e polsi a tutti, senatori e matricole. Stasera c’è anche il gigante (Dirette Tv 17.45 e 20.45). Solo dopo Saccardi comincerà a studiare la pista di Bormio: «Non la conosco, non ci ho mai gareggiato: sulla carta, come terreno, potrebbe essere abbastanza nelle mie corde, ma poi vedremo come sarà». Oltre allo slalom olimpico, in calendario lunedi 16 febbraio, Saccardi potrebbe scaldare i motori anche nella combinata a squadre. Chissà, tanto per rompere il ghiaccio, in abbinamento con qualche velocista. I complimenti arrivano anche da Tizzano e da Alessandro Fattori: è lui l’altro olimpionico parmense, con 3 partecipazioni a cinque Cerchi e quello splendido, fatidico, quarto posto nel superG di Nagano 1998, oltre alla sesta piazza in combinata. A Torino 2006, Fattori non c’era e la sua carriera di grandi eventi si concluse in fondo proprio con i Mondiali di Bormio 2005: «Sono sicuro che saprà dimostrare di essersi meritato la convocazione», arriva anche la benedizione del jet di Tizzano, recente tedoforo in città. Se poi si guarda agli ultimi e unici ori olimpici al maschile, da Giuliano Razzoli a Vancouver 2010, risalendo fino all’epopea di Alberto Tomba e alla leggenda di Zeno Colò, hanno una cosa in comune: sono tutti figli dell’Appennino. Perché i sogni iniziano all’alba e portano anche sulle piste da sci vista Olimpo.

Lucia Galli

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