VIAGGI
La stagione dello sci e delle discese è ancora lontana. Ma, allo stesso tempo, il momento migliore per le passeggiate verso le vette è ormai passato. E quindi si deve accantonare l'idea di una gita in montagna? Per nulla: perché la Valle D'Aosta (www.lovevda.it) offre attrazioni e cose da scoprire in ogni stagione. E questa, con il caldo ormai alle spalle e il gelo invernale lontano è perfetta per andare a vedere perle che, spesso vengono ingiustamente trascurate.
Partiamo dal capoluogo, Aosta, anzi Augusta Praetoria che fu fondata dai Romani nel 25 a. C. e fu così chiamata in onore dell’Imperatore Augusto. Chi non la conosce e arriva la prima volta resta smarrito: le montagne sono tutte intorno, la lingua locale è il patois ma qui ad ogni angolo si trovano resti del tempo dei consoli e delle legioni. E non a caso viene chiamata la Roma delle Alpi. Dedicate qualche ora alla visita: il teatro, con la facciata alta 22 metri è splendido, il criptoportico che si trova dove c'era il Foro incanta e la porta Pretoria è un pezzo di mondo antico trasportato nella nostra quotidianità moderna. E le cose da vedere sono molte altre. Ma oltre al capoluogo ci sono molti altri borghi da scoprire.

Uno di questi è senza dubbio Saint-Pierre, un paese a 700 metri d'altezza e a soli 7 km da Aosta, dolcemente circondato da vigne di Torrette e coltivazioni di mele. Il suo fiore all'occhiello è il castello, recentemente restaurato, che ospita il Museo Regionale di Scienze Naturali. Al suo interno molti reperti - e, vera curiosità, la Mummia del Lyskamm, la più antica mummia naturale d’Italia, una marmotta vissuta 6.600 anni fa sui ghiacciai intorno al Monte Rosa – ma anche il castello è tutto da vedere. La rocca, che ha ispirato nell’Ottocento i disegni di John Ruskin e William Turner, è stato residenza dei signori di Quart, poi dei Savoia, poi degli Challant. La sua forma attuale, tuttavia, è dovuta agli interventi in stile neogotico fin-de-siècle, che traggono ispirazione, soprattutto per le torrette angolari della torre centrale, dai castelli costruiti sugli speroni rocciosi della valle del Reno del sud della Germania. Un vero castello di Biancaneve, insomma, nel centro della Valle d’Aosta.
Ma se si parla di castelli nella Vallèe non si può non citare Bard. Qui, già agli inizi del VI secolo d.C. esisteva una guarnigione che difendeva le «Clausuræ Augustanæ», il sistema difensivo costituito per proteggere i confini dell’Impero e così fu per secoli: al punto che nel 1034 questo fortilizio fu definito «inexpugnabile oppidum». Se inespugnabile non lo è stato: ma è arrivato sino a noi dopo aver ospitato i Savoia a partire dal 1240 e fino al 1800 quando Napoleone se lo trovò davanti a sbarrargli il cammino. Alla fine lo conquistò: ma fece parecchia fatica.
Quello che vediamo oggi è il rifacimento voluto da Carlo Felice che a partire dal 1830 ne fece una delle strutture militari più massicce in Valle d’Aosta e che oggi ospita il Museo delle Alpi, uno spazio interattivo per viaggiare alla scoperta del mondo alpino, esplorando con i cinque sensi la montagna. C'è anche una sezione dedicato ai ragazzi con una serie di laboratori scientifici sul tema del cambiamento climatico e sull’impatto che sta avendo sui ghiacciai di tutto il mondo. E per chi invece ama l'architettura bellica ecco il Museo delle Fortificazioni e delle Frontiere: qui si capisce come sono cambiate le fortezze dall’epoca romana fino al Novecento. Proseguendo il viaggio, e ritornando al tempo dei Romani, sosta d'obbligo a Donnas dove si può visibile un un tratto della Via Consolare romana delle Gallie intagliata nella roccia e sovrastata dal caratteristico arco prima di arrivare al borgo medievale che conserva edifici del XVI e XVII secolo. In questo periodo dell'anno ci sono due motivi in più per la visita: il primo weekend di ottobre va in scena la Festa dell'Uva alla presenza dei produttori locali che si sfidano per il Grappolo d'oro mentre il secondo weekend ecco la Sagra della Castagna con tanto di disfida dei caldarrostai.
Poi, dopo aver attraversato il ponte romano sul torrente Lys a Pont-Saint-Martin si giunge a Verres, all’imbocco della Val d’Ayas (www.lovevda.it), dove spicca l’imponente maniero degli Challant, un cubo perfetto che rappresentò per l'epoca un vero modello con i suoi tre piani collegati da uno scalone ad archi rampanti. La vista dall'alto è splendida ma il top è a Carnevale Quando qui si rivive un evento del 31 maggio 1450. La protagonista è Catherine de Challant, accompagnata dal consorte Pierre d’Introd e da circa 250 figuranti in costume. Qui i Romani non c'entrano. Ma il salto nel tempo è garantito.
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