Indagine dei Nas

Aflatossine nel latte: 4 ai domiciliari, 2.400 forme sequestrate

In tutto ci sono 63 indagati. Le tossine vengono dal mais contaminato a causa di caldo e siccità

Aflatossine nel latte: 4 ai domiciliari, 2.400 forme sequestrate
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Quattro persone agli arresti domiciliari, il direttore del Centro servizi per l'agroalimentare Sandro Sandri e tre imprenditori agricoli, 63 persone indagate e 2400 forme di Parmigiano Reggiano sequestrate. Sono questi i numeri di una maxi operazione conclusa la scorsa notte dai Nas di Parma. Al centro delle indagini il ritrovamento di aflatossina nel latte usato per produrre formaggio. Si tratta di una tossina proveniente da mais risultato contaminato a causa caldo e siccità. 

Per tutti l’accusa è di associazione a delinquere finalizzata al falso in atto pubblico e alla commercializzazione di sostanze alimentari nocive e tentata truffa aggravata finalizzata alla ricezione di pubbliche erogazioni per il latte qualità. 

Secondo le indagini dei Nas, gli sforamenti sui livelli di aflatossina presente nel cereale, utilizzato per l’alimentazione dei bovini da latte, raggiungeva anche il doppio di quanto consentito dalla legge e dalle regole comunitarie.
L’inchiesta, coordinata dal pm Fabrizio Pensa, ha rilevato che le analisi condotte dal Centro servizi per l'agrolimentare di Parma non indicavano la reale presenza di aflatossina nelle partite latte.
Un fenomeno che si sarebbe ripetuto dal febbraio del 2013 ad oggi coinvolgendo 2.402 forme di Parmigiano Reggiano in diversi caseifici del Parmense, permettendo così di immettere nella produzione il prodotto contaminato che, secondo la legge, doveva invece essere consegnato all’Asl di competenza per la distruzione. 

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    21 Giugno @ 11.20

    Complimenti per la salvaguardia e la difesa dei prodotti food Made in Parma.....

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  • Stefania

    21 Giugno @ 00.02

    Vercingetorige ha ragione, a parte che ancor'oggi nei caseifici medio piccoli, il casaro lavora 365 giorni all'anno. Rispetto a trent'anni fa le condizioni di produzione sono cambiate e non di poco. Oggi il latte viene refrigerato già alle stalle e la stagionatura avviene in ambiente controllato, questo perchè nel latte sono considerevolmente aumentati gli agenti fermentativi che provocano lo scarto nel formaggio. Le mucche prima erano in stabulazione fissa, ed erano molto più curate e pulite, mentre ora con la stabulazione libera, nella maggior parte dei casi vivono in un ambiente sicuramente più favorevole allo sviluppo di inquinanti che poi vanno a finire nel latte. Inoltre l'introduzione del cosiddetto piatto unico nell'alimentazione del bestiame non ha di certo giovato al mantenimento di elevati standard qualitativi. Di certo i casari hanno dovuto adattare la lavorazione del latte all'evolversi delle condizioni.

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  • Artico

    20 Giugno @ 21.23

    Ok Paolo..ora è più chiaro..ho trovato inoltre in rete questo passaggio circa il mangime insilato del Grana Padano che recita quanto: le piante di mais sono triturate e messe ad acidificare in silos o bunker, durante questo procedimento si sviluppano acidi lattici che se non controllati e stabilizzati tendono a proliferare nei formaggi creando una sorta di “effetto lievitazione” . Per questo motivo viene aggiunto al latte insieme al caglio un conservante il lisozima codice E1105 che abbatte la carica batterica e permette di stagionare a lungo il formaggio Grana Padano. Per il Parmigiano quindi NESSUN insilato, ma mangime SECCO in cui può esservi pure il mais.

    Rispondi

  • Paolo

    20 Giugno @ 20.10

    @Artico: il mais viene utilizzato comunemente nell'alimentazione delle vacche destinate alla produzione del parmigiano reggiano (anche il mais OGM: http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/files/2013/07/mangimiparmigiano.jpg ); forse ti confondi con gli "insilati" di mais che effettivamente possono essere impiegati solo per il grana padano.

    Rispondi

  • giovcor

    20 Giugno @ 17.49

    ok vercingetorige, ok. Ma sei mai andato a vedere come si produce il PARMIGIANO REGGIANO?? Sei mai andato in una stalla a vedere cosa fanno gli allevatori?? Hai mai MUNTO con loro o con LORO fatto il formaggio anche a Natale?? Perchè se non lo sai il formaggio lo fanno anche a Natale e Pasqua, tutti i santi giorni c'è gente che si impegna per mantenere un marchio (che esso sia Parmigiano o Grana Padano o Asiago....) e ti assicuro che lo fanno nel rispetto della tradizione. Nel rispetto però non significa farlo come mille anni fa ma adeguarlo alla modernità. O tu per caso mandi via ancora lettere epistolari e non usi internet o mail o whatsup?? Non mi sembra. La cosa però più grave che sta avvenendo a parte le nostre piccole diatribe sul RE DEI FORMAGGI, mi sembra l'ignoranza che attanaglia l'opinione pubblica e mi spiego: quando uno non sa una cosa (ignora) il pericolo più grave è che voglia sentenziare e opinare su quella discussione ancora prima di informarsi o di almeno saper di cosa si tratti. L'ignoranza fa paura al popolino ma mantiene grasso il padrone.....

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