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Sedicenne in coma da alcol

Sedicenne in coma da alcol

19 Agosto 2015, 03:18

A Ferragosto è praticamente obbligatorio divertirsi. Soprattutto se hai sedici anni, sei in compagnia di un gruppo di coetanei e hai la fortuna di essere al mare, con la spiaggia davanti e tutta la notte da spremere fino all'alba. Già, ma divertirsi come? Ridendo e scherzando, cercando di fare colpo sulla più carina? Non proprio. Meglio attaccarsi alla bottiglia, scolare uno shottino dopo l'altro, mescolare la birretta che disseta e il superalcolico che ti stende. E se il «ciclone» preso a colpi di consumazioni al bar ti prosciuga il portafoglio nessun problema: basta organizzarsi. E con le bottiglie di vodka prese al supermarket nel pomeriggio la sbronza della vita è garantita.

Lo sa bene il sedicenne di Parma che la notte di Ferragosto è finito al pronto soccorso dell'ospedale Versilia di Pietrasanta. «Intossicazione acuta da alcol», hanno scritto i medici nel referto. «Coma etilico» hanno sparato i giornali della zona.

Cambia la definizione ma la storia è molto simile: gli operatori del 118 hanno trovato il ragazzino a terra, in una aiuola a due passi dal molo di Tonfano, azzoppato da troppi bicchieri. Mentre i suoi amici, quelli con cui avrebbe dovuto festeggiare la notte dei fuochi d'artificio e della musica, erano altrove. Forse anche loro troppo stonati persino per chiedersi dove fosse l'amico.

L'allarme è arrivato intorno all'una di notte alla centrale della Misericordia di Pietrasanta, l'associazione che gestisce le ambulanze in quel tratto di Versilia. «C'è un ragazzo a terra, sembra caduto in bici», ha detto un passante. E l'ambulanza è volata verso il lungomare.

All'arrivo degli operatori la situazione è apparsa chiara: il ragazzo era in effetti a terra, a poca distanza dalla bici. Ma il motivo della caduta si intuiva anche solo annusando da lontano l'alito del giovane. Con l'ambulanza così è stato richiesto anche l'intervento della polizia municipale che in casi come questi si deve occupare di valutare se ci siano responsabilità e verbali da compilare. E soprattutto darsi da fare per cercare i familiari.

Nel caso in oggetto, padre e madre del giovanissimo che, nella loro casa di Parma, immaginavano il figlio concentrato a divertirsi con il gruppo di amici con cui era partito. Ma certamente quei genitori non potevano supporre di dover partire in tutta fretta per andare a riprenderselo in ospedale.

Così, mentre i genitori si scapicollavano lungo la Cisa per raggiungere il ragazzo, gli agenti della municipale si sono occupati di ricostruire quanto era accaduto. Il sedicenne, dopo aver smaltito la sbornia, ha raccontato di essere ospite di un albergo con un gruppo di amici, tutti minorenni, tranne uno, diciottenne. I ragazzi avevano trascorso la giornata in spiaggia e poi, intorno alla mezzanotte, avevano lasciato l'albergo. Secondo quanto riferito dagli agenti, non è stato possibile ricostruire gli spostamenti del gruppo e le soste per scolare alcolici. Ma non devono essere state poche.

Ad un certo punto il sedicenne ha perso di vista gli amici ed è rimasto solo. E solo ha imboccato quel tratto di litorale vicino al molo. Proprio dove è finito a terra e dove è stato soccorso dagli operatori della ambulanza. All'arrivo dei genitori, verso le cinque, le sue condizioni erano ovviamente migliorate, grazie alle terapie previste in casi come questi. E nella tarda mattinata del giorno di Ferragosto il giovane è potuto tornare a Parma.

Visto l'accaduto a suo carico non ci dovrebbero essere sanzioni o conseguenze amministrative, anche se la municipale di Pietrasanta dovrà comunque trasmettere un fascicolo al tribunale di Minori segnalando l'accaduto. Sperando ovviamente che la lezione sia servita.

Una lezione che però pare non debba essere destinata solo a lui: secondo quanto riferito dal personale medico della Versilia, in quella notte di casi come questo se ne sono verificati ben sei: con altrettanti ragazzi finiti al pronto soccorso in coma etilico. E di una intossicazione di alcol di questa gravità si muore.

Per fortuna, però, come detto, tutto si è risolto con molta paura e un feroce mal di testa. Le stesse conseguenze subite da una diciassettenne di Casalmaggiore che sempre nella notte di Ferragosto aveva deciso di celebrare con la bottiglia in mano e con un gruppetto di amici. Li non c'era il mare ma l'argine del grande fiume. Poco conta: anche qui sono dovuti intervenire i volontari del 118 che l'hanno trasportata all'ospedale dove è stata sottoposta ad alcune terapie.

I postumi in fondo passano in fretta. Quello che resta è il timore per casi che diventano ogni giorno più frequenti. E il rischio che a confondere divertimento e lo sballo qualcuno finisca per annegare non solo i pensieri. Ma anche la propria vita. r.c

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