San Gennaro non si è fatto attendere. Quando il cardinale Crescenzio Sepe nel pomeriggio di oggi ha aperto la cassaforte nella Cappella del Tesoro dove è custodita la teca con le due ampolle, il sangue del patrono di Napoli e della Campania era già sciolto. Il prelato però ha atteso che la processione del busto di San Gennaro insieme a quelle dei compatroni di Napoli - la famose statue di argento - arrivasse nella basilica di Santa Chiara per dare ufficialmente l'annuncio, accompagnato dallo sventolio del fazzoletto bianco da parte di uno dei componenti della deputazione. Una processione, quella di maggio, che viene fatta tra due ali di folla, alla quale prendono parte migliaia di fedeli, che si snoda lungo le vie del centro antico. E tra i presenti oggi c'era anche Emanuele Filiberto di Savoia.
San Gennaro (chi è)
Gennaro nacque a Napoli (di cui è santo patrono), nella seconda metà del III secolo. Vescovo di Benevento. Il suo martirio avvenne durante le persecuzioni anti cristiane di Diocleziano il 19 settembre del 305. Subito dopo il martirio, secondo la tradizione, il sangue venne raccolto da una donna di nome Eusebia. Durante il trasporto delle reliquie del santo a Napoli, proprio Eusebia dette le ampolle al vescovo. Il suo culto divenne molto diffuso fin da subito e la tomba divenne meta di continui pellegrinaggi per i grandi prodigi che gli venivano attribuiti: nel 472 ad esempio, in occasione di una violenta eruzione del Vesuvio, i napoletani accorsero in massa nella catacomba per chiedere la sua intercessione, iniziando così l’abitudine ad invocarlo nei terremoti e nelle eruzioni. La teca assunse l’aspetto attuale nel XVII secolo, racchiuse fra due vetri circolari di circa dodici centimetri di diametro, vi sono le due ampolline, una più grande di forma ellittica schiacciata, ripiena per circa il 60% di sangue e quella più piccola cilindrica con solo alcune macchie rosso-brunastre sulle pareti; la liquefazione del sangue avviene solo in quella più grande. Le altre reliquie poste in un’antica anfora, sono rimaste nella cripta del Duomo, su cui s’innalza l’abside e l’altare maggiore della grande Cattedrale. La prima dicumentazione dello scioglimento del sangue è datata 17 agosto 1389. Il miracolo avviene tre volte l'anno: il primo sabato di maggio, in ricordo della prima traslazione da Pozzuoli a Napoli; la seconda il 19 settembre, ricorrenza della decapitazione; la terza il 16 dicembre “festa del patrocinio di San Gennaro”, in memoria della disastrosa eruzione del Vesuvio nel 1631, bloccata dopo le invocazioni al santo. Alcune volte, però, come riporta il diario dei Canonici del Duomo, altre volte è capitato in ritardo. Perchè il sangue? Come scrive Tertulliano nel III secolo dopo Cristo: “Il sangue dei martiri ha una virtù particolare: è seme di nuovi cristiani”. Quindi, il rinnovarsi del miracolo di San Gennaro fa germogliare la Fede. La reversibilità, da stato solido a liquido, del sangue di Gennaro è qualcosa di vivificante».
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