Cultura
Oltre 12.300 volumi su e in svariate lingue. Una biblioteca di particolare valore, culturale ed economico. L’ha fondata e curata, in più di 60 anni, Dante Pavesi, traduttore alla Commissione europea per decenni, che, durante la sua vita, ha sempre ritenuto indispensabile e professionalmente corretto documentarsi ampiamente su ogni argomento che dovesse successivamente tradurre (spaziando fra gli argomenti più disparati, quindi ecco i testi di politica, economia, finanza, ingegneria, informatica, medicina, biologia, botanica, veterinaria, ornitologia, ma in primis coltivando i suoi tanti interessi letterari e storici, classici e moderni), e che, dopo la sua scomparsa nel 2021, ha lasciato, come frutto del paziente lavoro di raccolta, un patrimonio librario di grande valore.
Si capisce, ora, più chiaramente, il senso del termine ‘patrimonio’: perché tale è, davvero, questa raccolta, e dal punto di vista culturale, e da quello più prosaicamente economico.
Oggi la ‘Biblioteca Pavesi’, per battezzarla come merita, si trova nella casa di chi le ha dato la vita, in una bella villa nei pressi di Felino, vasta come un grande armadio di dieci stanze, stipate di libri, e Silvia Valenti, la cugina che l’ha ereditata, anche nello spirito di Dante ,sta valutando come darle modo di essere utile, dopo il lungo cammino di costituzione, a un pubblico vasto. E mentre attende di trovarle la collocazione migliore, per lei e per l’adottante, con un affetto pari a quello – paterno – del fondatore, ha classificato e schedato ogni volume, per cominciare a renderne più agevole la consultazione e l’eventuale fruizione.
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