Le chicche della nonna
«Il chiarore del patio era occupato da una voce di donna che ripeteva una lezione di lettura. Passando davanti alla stanza da lavoro Florentino Ariza vide dalla finestra una donna più anziana e una ragazzina, sedute su due seggiole molto vicine, ed entrambe intente a seguire la stessa lettura sullo stesso libro che la donna teneva aperto in grembo. Gli sembrò uno spettacolo strano: la figlia che insegnava a leggere alla madre. Il pensiero era sbagliato solo in parte, perché la donna era la zia e non la madre della ragazzina, anche se l’aveva cresciuta come se lo fosse stata»: difficile dimenticare il primo, splendido incontro tra i due protagonisti de «L’amore ai tempi del colera» di García Márquez.
Ma come riuscirci?
Nell’ottobre 1965 la nipotina andò alle elementari e la nonna, al pomeriggio, iniziò a vederla aprire la cartella ed estrarre il sussidiario per svolgere i compiti.
Così, un po’ perché in autunno la campagna riposa e il lavoro si alleggerisce, un po’ perché curiosa, l'anziana si mise a sfogliare il libro di lettura, meravigliandosi delle sue illustrazioni.
Poi la svolta: un giorno la bimba le chiese di ascoltarla mentre recitava una poesia a memoria. La nonna, imbarazzata, le confessò di non saper né leggere né scrivere.
La piccola però non si scandalizzò e, seguendo una bella attitudine che speriamo sia divenuta mestiere, si propose alla nonna come insegnante.
La nonna accettò con gioia rivelandosi un’ottima allieva: non solo, grazie ad una memoria di ferro, sapeva ripetere le «lezioni» impartite, ma apprese anche a tempo di record a distinguere le lettere e a sillabare.
Infine, l’ultima scoperta: anche la pagina poteva farsi podere e dare frutti, se ben irrigata d’inchiostro…
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