visioni d'artista
Nella capitale del gusto e dei sapori italiani, il quartier generale Barilla, a Pedrignano, è una cittadella sempre in fermento. Un luogo che profuma di creatività, in continua evoluzione. Dove si respira un’atmosfera vivace e dinamica, dove l'attenzione per le persone e per il pianeta guidano ogni scelta.
Il progetto di restyling degli uffici, realizzato da Marco Zarotti, studio di architettura Bordi Rossi Zarotti, è stato quindi orientato fin dall’inizio alla sostenibilità, a partire dall’approccio di economia circolare ideato e implementato per gli arredi.
«La ristrutturazione degli uffici di Pedrignano è stata vissuta anche da noi progettisti come occasione per costruire un futuro migliore, dentro al percorso di sostenibilità da tempo intrapreso da Barilla, e in questa direzione è stato importantissimo anche credere nella forza delle intuizioni» spiega l'architetto Zarotti.
Dodicimila metri quadri, tre piani e, soprattutto, una pianta a forma di otto squadrato: fin dalla sua nascita negli anni ’90, il complesso degli uffici dell’headquarter Barilla ha una promessa inscritta nella sua architettura originale. Dentro al segno grafico dell’otto possiamo leggere infatti il simbolo dell’infinito. Così, guardando la struttura dell’edificio, la progettualità ha potuto spaziare in piena libertà, rispettando al tempo stesso lo spirito autentico del luogo.
Ideato da Vico Magistretti, il fabbricato è caratterizzato da un’impronta costruttiva modulare e flessibile. È aperto per questo, fin dalla sua concezione, al futuro e a nuove interpretazioni di interior design. parola d'ordine: semplicità («che è la cosa più complicata del mondo» diceva Magistretti).
Scandita da sei torri quadrate, coperte in altezza in un secondo momento dalla realizzazione del secondo piano, la palazzina è composta da un corpo principale, in cui si trovano gli uffici delle diverse aree operative, della direzione e della presidenza, e da un corpo più piccolo incastonato nel vertice a nord-ovest, inizialmente dedicato al centro elaborazioni dati e oggi al reparto ingegneria.
All’epoca della costruzione, il layout interno viene interpretato in base alle esigenze lavorative e all’organizzazione degli uffici tipica del periodo, con una distribuzione degli ambienti articolata in più stanze separate, di piccola o media metratura, con un numero moderato di postazioni, che si snoda lungo estesi corridoi. A livello cromatico, prevale la neutralità del grigio, con alcuni elementi di colore blu acceso, tonalità distintiva del brand, e tocchi di nero nei profili e in alcuni elementi di arredo.
Dove si sta bene, si lavora meglio: la sensibilità verso la qualità della vita delle persone è stata la scintilla del progetto di restyling, illuminato al tempo stesso dal faro della sostenibilità ambientale. È maturato così il pensiero di trasformare il layout per creare spazi professionali sempre più stimolanti, in cui coltivare relazioni, far fiorire le idee, cogliere connessioni, riqualificando l’ecosistema lavorativo anche in armonia con l’habitat naturale. Parola d’ordine: apertura. Meno barriere visive, più luce, meno elementi divisori, più fluidità, meno postazioni fisse, più dinamicità.
Dalla luminosità all’acustica, dal clima ai colori, dai materiali all’ergonomia, curare ogni aspetto per il comfort di tutti i sensi, integrando nell’allestimento zone dedicate a situazioni di privacy, come sale per riunioni «one to one» e «phone-booth»: i punti cardine dell'intervento.
Fondamentale è stato personalizzare gli ingredienti visivi per dare agli interni un tocco distintivo, in linea con l’immagine e i valori del brand, studiando finiture e allestimenti per caratterizzare le diverse aree operative, valorizzare la bellezza dell’arte condivisa e far sentire collaboratori, clienti, visitatori sempre a casa Barilla.
Tutto è partito dall’osservazione dei materiali di scarto generati dallo smontaggio delle pareti divisorie per creare gli open space: si trattava di pannelli in truciolare nobilitato melaminico agganciati a strutture interne di alluminio. Era davvero tutto da buttare? Di fronte a questo interrogativo si è accesa l’intuizione di recuperare questo materiale e utilizzarlo, rielaborandolo, per dare vita ai nuovi arredi, in un’ottica di vero e proprio upcycling, in cui gli scarti non solo diventano risorse ma, grazie a un design intelligente, acquistano anche un valore maggiore. Sono state riciclate oltre 90 tonnellate di legno e 15 di alluminio per realizzare circa 600 postazioni lavoro, 30 tavoli e oltre 600 tra armadi bassi e alti. Calcolando il risparmio di emissioni di Co2, generato da Re.Loaded rispetto a progetto “tradizionale” è come se, idealmente, fossero stati piantati 180 alberi, l'equivalente di un piccolo bosco di 7.000 metri quadri.
Re.Loaded (la soluzione di upcycling per gli arredi) è diventato il filo conduttore dell’intero intervento di riqualificazione degli uffici e, all’avvio dei lavori, l’idea è stata abbracciata con entusiasmo anche dallo studio di architettura Rossi, Bordi, Zarotti, che si è occupato dello sviluppo progettuale dei nuovi uffici, mantenendo la sostenibilità sempre al centro.
Sono stati realizzati quindi nuovi prototipi e sono state coinvolte nella valutazione le persone Barilla, un gruppo di cento opinion leader interni, che ne ha decretato praticamente all’unanimità il successo.
La nuova ricetta degli uffici concepiti come veri e propri hub, luoghi di condivisione e interazione, ha incontrato subito i gusti delle persone per la perfetta consonanza con lo stile di lavoro Barilla, sempre più orientato alla massima flessibilità.
La ristrutturazione ha incluso inoltre interventi di tipo strutturale, di miglioramento sismico, per ottimizzare la sicurezza della costruzione e di tipo impiantistico, per ottimizzare l’efficientamento energetico.
Tutto questo è stato fatto garantendo al quartier generale Barilla la sua piena funzionalità.

Marco Zarotti
Studio studio di architettura Bordi Rossi Zarotti.
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