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Coronavirus

Donini: "L'Emilia Romagna al momento non rischia la zona gialla"

"Il 73-75% dei ricoverati in intensiva non sono vaccinati"

Raffaele Donini

03 Dicembre 2021,15:08

«Non c'è rischio zona gialla in questo momento perchè noi siamo all’8,4-8,5% sia dei reparti Covid sia delle terapie intensive, che hanno una soglia di guardia rispettivamente del 15 e del 10%. Siamo al di sotto di questi livelli di guardia pur con un’incidenza molto elevata, come del resto in tutta Italia. Il 73-75% dei ricoverati in terapia intensiva sono persone non vaccinate». Lo ha detto, a proposito della situazione del contagio in Emilia-Romagna, l'assessore alla sanità Raffaele Donini.


«Abbiamo in questo momento - ha detto Paolo Bordon, dg dell’Usl di Bologna - più di 230 persone ricoverate tra la rete dei nostri ospedali e quindi è uno sforzo organizzativo importante, questo sicuramente. Però è una situazione ancora sotto controllo e lo può essere ancora di più se tutti possono dare il proprio contributo, utilizzando le mascherine, il distanziamento e il lavaggio delle mani, che sono le regole base, e ovviamente aderendo alla campagna vaccinale. Lo sforzo organizzativo è enorme perchè abbiamo gli ospedali impegnati nella gestione ordinaria delle altre malattie, patologie e recupero liste d’attesa. A questo si sta affiancando una pressione sugli ospedali che in questo momento cresce, ma non cresce in maniera esponenziale».

Per il tracciamento dei casi positivi nelle scuole, anche in Emilia-Romagna, scenderà in campo l’esercito. Lo ha annunciato l’assessore regionale alla salute, Raffaele Donini, nel corso della conferenza stampa di inaugurazione dell’hub vaccinale alla Fiera di Bologna. Donini ricorda il protocollo governo-Regioni condiviso mesi fa sul tracciamento nelle scuole e messo in crisi dall’aumento dei contagi.
I protocolli sono stati rivisti e, riconosce l’assessore, «la decisione del governo insieme all’autorità commissariale è stata quella di mettere in campo anche le forze dell’esercito». Una disponibilità che Donini promuove: «Ci è sembrata un’idea molto buona, tant'è che noi li abbiamo già incontrati ieri e abbiamo ricevuto una disponibilità. Adesso ancora è da quantificare in termini di risorse per far sì che il tracciamento e la tempestiva ricognizione sui casi e i contatti di casi possa anche vedere la partecipazione dell’esercito e della struttura commissariale».


L’intenzione è scongiurare il più possibile la dad: «E' chiaro che aumentando a dismisura i casi in età scolastica aumentano significativamente anche i carichi di lavoro sui dipartimenti di sanità pubblica che poi sono anche quelli che si occupano della vaccinazione di massa». Non essendoci risorse infinite «abbiamo chiesto alle strutture dell’autorità commissariale e dell’esercito di darci una mano. L’intenzione c'è, nei prossimi giorni vedremo di contare anche su questa risorsa».

© Riproduzione riservata

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