Teatro
In una scenografia apparentemente realista, un'ampia facciata di un condominio da cartolina disegnata d'altri tempi, si sviluppa "Raptus", uno strano intreccio di storie, modello satirico grottesco alla South Park, con personaggi buffi, parodistici, pupazzi mossi da animatori nascosti, la bocca grande come i Muppets, la mano a guanto come per i burattini, il braccio di quelle creature animate mosso da un bastoncino.
Visto al Teatro al Parco nel pomeriggio con un bel gruppo di ragazzi del Liceo Toschi, "Raptus", della Compagnia Sesti/Contini, debutto nazionale, co-produzione Fondazione Solares delle Arti/Teatro delle Briciole e Centro Teatrale MaMiMò, in calendario nella stagione serale, è un succedersi veloce di situazioni ironicamente "cattive" piuttosto strampalate ma che in più passaggi evocano circostanze facilmente collegabili alla realtà storico politica dei nostri giorni, la pacchia è finita, gli aumenti delle spese condominiali dovuti all'amministrazione precedente, con il governo degli appartamenti affine a quello nazionale. Si seguono intanto le scoperte di Mario che, giovane insegnante, impara a conoscere chi abita in quella casa dalle cui finestre si affacciano i diversi inquilini. Lui ha ereditato il suo appartamento dalla nonna, che si era suicidata…Ma è davvero così? In un ampio spazio rettangolare dove si legge "vuoto", come in attesa di essere riempito da una pubblicità, si moltiplicano, con alcuni incontri "speciali" (il vecchio professore droga e stupra il nuovo arrivato), circostanze misteriose, l'ultimo messaggio lasciato dalla nonna per esempio, personaggio che poi riapparirà nelle sembianze di un'intelligente capretta di nome Sara…non solo: si sentirà anche la voce della figura che non esiste, che pure abita in quella sorta di abbaino dove si vede la luce accesa…lui sempre puntuale nei pagamenti!
Quattro gli animatori, Debora Contini, Ludovico Röhl, Alessandro Sesti e Andrea Volpi, molto abili nel manovrare i puppet, nell'ultima parte mossi a vista, nel rendere esplicito il gioco della recitazione nascosta, ben caratterizzate anche le voci. Tra i personaggi Brigitta ha ben chiaro che non bisogna lasciarsi coinvolgere nei problemi degli altri: è bene rifiutare la complessità, "pensare è fatica, accogli il Vuoto così lui potrà accogliere te". Nello spettacolo - drammaturgia e regia di Alessandro Sesti, ideazione e realizzazione puppet e scenografia di Mattia Ammirati, progetto sonoro di Nicola "Fumo" Frattegiani, consulenza musicale di Debora Contini, disegno luci e direzione tecnica di Marco Andreoli - vengono bersagliati volentieri stereotipi e luoghi comuni, comprese quelle frasi tanto amate - consumatissime - del Piccolo Principe "l'essenziale è invisibile agli occhi". Una creazione piena di ritmo, con una sua feroce allegria, tante le teste che rotolano al centro della scena…Quello il destino per tutti? "Che ne sarà di noi…". Tante le domande degli studenti, molto interessati sia alla costruzione di scene e personaggi che ai significati interni alla narrazione. Con tantissimi applausi.
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