Dopo la recente tornata elettorale delle Regionali e del referendum, che da una analisi sommaria non modifica, almeno nel breve, la continuità del governo, è urgente affrontare il tema del piano strategico di rilancio del Paese.
In sintesi il governo, con un contributo ampio anche delle opposizioni, delle forze economiche e sociali, deve impostare e attuare un grande piano per il rafforzamento del capitale umano, del capitale fisso e naturale utilizzando così le risorse che vengono dall’Ue.
C’è però una premessa da fare per generare valore nel futuro, elemento fondamentale per lo sviluppo del Paese in quanto i costi dell’aumento inevitabile del debito pubblico ricadranno sulle generazioni future: non si possono impostare progetti a pioggia ma si devono definire progetti di tipo strutturale. E i tempi per produrre questa progettualità sono estremamente brevi. Già a metà ottobre si aprirà una fase di approfondimento con l’Ue dei piani per arrivare a definirli per l’approvazione entro il 15 aprile 2021. Quindi occorre immediatamente aprire, a livello di governo e di Parlamento, una sessione di definizione delle linee guida progettuali e immediatamente dopo di concreta scrittura dei progetti.
Purtroppo abbiamo l’impressione che i partiti e i movimenti siano alle prese con le valutazioni dei risultati elettorali e con problemi interni.
Si percepisce che il recovery plan non sia la priorità. E invece, come vediamo dalle scadenze previste dalla Commissione, non c’è tempo da perdere. E il rischio è che quell’ampio confronto che coinvolga tutte le forze politiche, le forze economiche, sociali e culturali non venga affrontato con la giusta riflessione, con i necessari approfondimenti e con le valutazioni di sintesi; questo è l’unico modo per trasformare le idee progettuali in veri e propri progetti con la definizione delle risorse necessarie e con tempistiche certe.
Questo ci chiede l’Unione europea per metterci a disposizione le risorse finanziarie necessarie per un vero rilancio del Paese.
E questo è, o dovrebbe essere, il compito primario delle forze politiche.
ALFREDO ALESSANDRINI
Docente di materie economiche
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