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"In mezzo ad un harem di ragazze ho visto per la prima volta Flavio, era brizzolato, e non sapevo chi fosse. Devo dire che non mi era particolarmente simpatico perché non lo conoscevo. Non bisogna giudicare le persone senza conoscerle. Ma sai un pò le modelle, i rubinetti d’oro, avevo un’immagine un pò forte, lontano dai miei standard. Lui furbino si alza e si mette accanto a me. Era vestito malissimo, era pieno di colori: la giacca marrone, il pantalone giallo, un mix di colori. Cominciamo a parlare e scopro che è una persona interessante, molto intelligente e simpatica. Finisce così con "arrivederci-arrivederci", e lui che si propone di darmi un passaggio. Eravamo nello stesso hotel ma non lo sapevamo. Mi chiede di bere qualcosa, io ordino una camomilla perché sono astemia e lui già si stranisce. Mi chiede il numero di telefono e io vado via. In ascensore mi scrive questo messaggio "Sei di più, sei speciale, non cambiare mai!". Lo ha detto Elisabetta Gregoracci, ospite di Mamma Dilettante, il podcast di Diletta Leotta, riferendosi a Flavio Briatore. "Ci siamo rivisti a Milano segretamente io e lui, abbiamo fatto una cena e non è successo nulla. Poi da lì ci siamo fidanzati e non ci siamo più lasciati" ha aggiunto. A proposito invece del nome scelto per il figlio Nathan Falco, la Gregoracci ha adetto: "È stata la cosa più bella del mondo, lo desideravo tanto. Nathan si chiama così perché il nome significa letteralmente "Dono di Dio", anche se Flavio ed io abbiamo litigato molto per il nome.'
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