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Made in Japan, Ninja Gaiden 2 Black: il ritorno del re degli action

Made in Japan, Ninja Gaiden 2 Black: il ritorno del re degli action

21 Febbraio 2025, 10:17

Sembra che il 2025 possa essere per Koei Tecmo l’anno della svolta. La compagnia nipponica si sta impegnando a tutto campo per rilanciare al meglio le sue serie più famose. Ha cominciato da un grande classico, Dynasty Warriors, la saga storica ambientata nell’antica Cina che ha fatto la fortuna di Koei. Dynasty Warriors: Origins, il nuovo capitolo appena pubblicato per computer e console, rappresenta un salto quantico per il genere dei musou, sorta di traduzione interattiva del wuxia, il racconto cavalleresco dell’estremo oriente all’insegna delle battaglie più spettacolari e delle arti marziali di cui è maestro proprio il team Omega Force, da sempre responsabile del progetto. Ma torna prepotentemente sulla scena anche l’altra metà del cielo con Ninja Gaiden, l’indimenticato cult di Tecmo. Due gli inediti in programma entro l’anno: l’attesissimo Ninja Gaiden 4 affidato alla sapiente regia di Platinum, anticipato in estate da Ninja Gaiden: Ragebound, uno spin-off in 2D firmato da The Game Kitchen nel solco degli episodi old school per Nes.

Nel frattempo su Pc, Playstation e Xbox è arrivato Ninja Gaiden 2 Black, fantastico redux del capolavoro che costituisce il punto più alto toccato dalla saga e per certi versi dell’intero panorama degli action, ancora insuperato a distanza di quasi due decenni. Una perfetta evoluzione in 3D dei capostipiti a cavallo tra gli anni ‘80 e ‘90 che l’hanno ispirato, assolutamente iperbolico come solo un videogame può permettersi di elaborare, eccedendo ovunque senza per questo cadere in stonature. Anzi, al di là dell’eccentricità con cui si ripercorrono uno dopo l’altro tutti gli stilemi di una precisa tradizione del made in Japan, passando in rassegna livelli che sono veri e propri canoni, dal villaggio giapponese alla metropoli futuristica, alla rovine archeologiche, con tanto di omaggio all’Italia, ciò che stupisce resta la purezza del pensiero alla fonte di Ninja Gaiden 2, esaltato ulteriormente nella riedizione Ninja Gaiden 2 Black, dove quel Black sottende un riferimento non di poco conto. Nel 2005, quando non erano di moda, il primo Ninja Gaiden Black mostrò l’essenza di una director’s cut che andava a ritoccare la costruzione stessa del gameplay, alla ricerca di una sfida persino più implacabile.

Ninja Gaiden è stato un po’ il Dark Souls degli action. Ogni duello diventa qualcosa di fisico e di personale, anche mentre si è attorniati dai nemici. Non bisogna mai abbassare la guardia e si sente la gravità dei singoli colpi, in una danza mortale a fil di katana, in grado letteralmente di tagliare in due l’avversario. Nessuno è riuscito a renderlo così bene come Ninja Gaiden, che in Ninja Gaiden 2 Black recupera appieno anche l’estro pulp dei fiotti di sangue che si spargono alla stregua di pennellate richiamando ancora una volta un’inequicabile estetica dal gusto cinematografico. Ninja Gaiden 2 era già stato rimaneggiato all’epoca di Ninja Gaiden Sigma 2, la riedizione contenuta nella raccolta rimasterizzata Ninja Gaiden: Master Collection. Ninja Gaiden 2 Black cerca di trovare un migliore punto di incontro tra le innovazioni e le aggiunte di quest’ultima e una maggiore fedeltà allo spirito del vecchio Ninja Gaiden II del 2008, rimasto un’esclusiva di Xbox 360 (seppur retrocombatibile).

Nel complesso, lasciando stare eventuali preferenze, Ninja Gaiden 2 Black si può a buon diritto considerare la versione definitiva dell’esperienza, anche grazie a un ricco e completo rifacimento tecnologico della forma. Il gioco è in pratica una copia esatta 1:1, sotto però una veste grafica nuova, che dona all’avventura del carismatico ninja Ryu Hayabusa e compagni (ripresi da Sigma 2 ci sono le sezioni alternative con Ayane, Momiji e Rachel, ma non tutti i boss extra) un impatto più attuale. Un bel remake che brilla nella luce dell’Unreal Engine 5, capace di restituire all’immaginario caratteristico di Ninja Gaiden 2 un’infinità di dettagli mai visti prima per un tour de force ancora più vivido e brutale. Il re è tornato. Non esiste niente di più moderno per immergersi nell’anima più dura e pura della scuola vintage.

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