×
×
☰ MENU

La storia

Silvano Quintavalla, «ancora in porta a 56 anni»

Seconda categoria, la chiamata all'ultimo momento

Silvano Quintavalla, «ancora in porta a 56 anni»

04 Gennaio 2022, 03:01

L’eterno Silvano Quintavalla ha rimesso i guanti ed è tornato tra i pali all’età di 56 anni, 10 mesi e dodici giorni, difendendo la porta del Lesignano nella partita casalinga vinta per 2-0 sull’Eri 96 Vianino prima della sosta natalizia nel girone C di Seconda Categoria. Era dal dicembre 2014, quando un infortunio al mignolo ai tempi del Levante lo costrinse a smettere, che Quintavalla, ora passato al ciclismo assieme agli amici del M.T. 1960, non scendeva in campo. Ma prima l’addio del vice Contorti poi, soprattutto, l’assenza last minute del titolare Michele Ollari causa influenza gli hanno, di fatto, permesso di riaprire a sorpresa la carriera da giocatore, interrotta per iniziare quella di preparatore dei portieri del Lesignano fin dal gennaio 2015.

«E’ come se non avessi mai smesso di giocare, è stato anche un divertimento -confessa il guardiano, nato il 7 febbraio del 1965, di Brescello, Biancazzurra, Bibbiano, Monticelli, Felino Real Sala, Lentigione, Inter Club Sala Baganza, Viadana, Marzolara, Frontiera 70 e Levante, fratello minore della giavellottista Fausta che partecipò alle Olimpiadi di Mosca ‘80 e Los Angeles ‘84 -. Alla vigilia si è ammalato Ollari, mi hanno chiamato il sabato sera chiedendomi se fossi pronto a giocare. Non c’erano alternative ma per me è sembrato tutto naturale: mi sono preparato la mia roba, domenica mattina pranzo alle 10,30 poi passeggiata e ho raggiunto il campo un quarto d’ora prima degli altri. C’erano una giornata stupenda, un campo bellissimo e mi è proprio venuta la voglia di giocare».

Come giudica il ritorno tra i pali?

«Direi bene nel senso che non mi allenavo da sei anni visto che nel frattempo ho cominciato ad andare in bicicletta con l’M.T. 1960 di Luca Ferrari, però la voglia di tornare e l’esperienza mi hanno aiutato molto. Avevo detto ai compagni di seguire le mie indicazioni, l’Eri 96 ha colpito una traversa su punizione e mi sono limitato a qualche uscita. Sembra un paradosso ma tenerli guidati forse è servito al 50% affinchè gli avversari non fossero pericolosi più di tanto. Poi sono quattro partite che vado in distinta tra campo e panchina e vinciamo ogni volta, c’è anche il caso che porti fortuna».

Cos’ha pensato la domenica sera?

«Già il riscaldamento l’ho preso molto sul serio non essendo allenato poi alla sera mi sono sdraiato sul divano stanco morto come mi succedeva sempre. Certo, un pochino ci pensi che a quasi 57 anni giochi una partita tra i dilettanti anche se in Seconda Categoria, non è una cosa che capita tutti i giorni però ci può stare e non è inusuale incontrare qualche mio coetaneo ancora protagonista, soprattutto, negli amatori».

La parentesi si può considerare conclusa?

«Ollari è uno dei migliori portieri della categoria, in questi anni è cresciuto tantissimo e mi dà molto retta negli allenamenti. Se non trovano un vice andrò in panchina fino a fine stagione, sperando non ci sia più bisogno di me».

Quanto è cambiato il calcio in questi sette anni di lontananza?

«Il livello generale è calato però per giocare a qualsiasi livello bisogna essere allenati e cercare di avere una testa un po’ particolare. I giovani d’oggi pensano solo a uscire e divertirsi, il Covid li ha tenuti un po’ frenati e qualcosina di meglio si sta vedendo».

Che obiettivi avete a Lesignano?

«Cerchiamo di tornare in Prima Categoria il più presto possibile, quest’anno non siamo partiti benissimo ma ora abbiamo agganciato la zona play-off e l’acquisto di Patrick Corbelli dal Nibbiano può consentirci di fare il salto di qualità. Non sarà facile vincere il campionato o salire in Prima ma ci proveremo».

Qual è il segreto suo e di Buffon?

«Io a 46 anni vinsi la Coppa Emilia di Prima alla Biancazzurra e due stagioni più tardi tornammo in Promozione. A Buffon piace ancora giocare, allenarsi a una certa maniera e questo ti allunga la carriera. E’ stato il più grande che abbiamo avuto in Italia, sta facendo ancora bene quindi vuol dire che l’età, se ti alleni e hai passione, non conta più di tanto».

M.B.

© Riproduzione riservata

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI