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Impennata di divorzi e separazioni durante la pandemia

Impennata di divorzi e separazioni durante la pandemia

30 Gennaio 2022, 03:02

Gli effetti della pandemia non hanno risparmiato i rapporti familiari. A Parma separazioni e divorzi sono raddoppiati rispetto all'epoca pre Covid. I dati dell'anagrafe comunale sono chiari: si è passati dalle 32 separazioni registrate a fine 2019 alle 54 del 2020, fino ad arrivare alle 64 di fine 2021, esattamente il doppio di due anni prima. Molto simile il trend dei divorzi. A fine 2019 erano 45, un anno dopo 54, mentre alle fine dello scorso anno hanno toccato quota 95.

«Gli studi professionali da marzo 2020 sono stati letteralmente travolti da richieste - sottolinea Aurora Lusardi, avvocato matrimonialista -. La pandemia ha sovvertito molte relazioni personali e sociali generando nelle persone paura, incertezza, dolore, insicurezza economica. E le famiglie hanno pagato il prezzo più elevato. E’ scomparsa la leggerezza e così la coppia è scoppiata. Senza valvole di sfogo è più facile litigare e c’è più tempo per meditare se lei o lui sono la persona giusta».

Quei picchi «stagionali»

Può sembrare singolare, ma tradizionalmente le separazioni registrano veri e propri picchi, che si potrebbero definire «stagionali». «L’arrivo dell’anno nuovo, per esempio - precisa il legale - e persino l’approssimarsi delle vacanze estive, sono momenti topici in cui si manifesta più forte la voglia, o il bisogno, di dare una sterzata alla propria vita. La pandemia può definirsi una rivoluzionaria stagione della nostra vita, imprevista e drammatica, che ha messo in crisi molte unioni o, più semplicemente, portato alla luce crisi già latenti».

Boom di divorzi

I divorziati vivono già divisi da anni e molti di loro nel periodo pandemico si sono trovati a tu per tu con la paura di morire. «Quando si pensa alla morte - sottolinea Aurora Lusardi - viene naturale attaccarsi di più alle cose terrene, di ciò che potrà andare a quella moglie o a quel marito lasciati tanto tempo fa o ieri. Perché solo il divorzio cancella il matrimonio e azzera i diritti ereditari. Si è trattato soprattutto di uomini non risposati, uomini dei più svariati ceti sociali che si sono preoccupati di lasciare “vedove allegre”».

Il Covid ha rallentato la macchina della giustizia. «Una causa di separazione o divorzio può durante anche più di tre anni, oltre il limite del tempo indicato dalle norme che regolano la ragionevole durata del processo - precisa Aurora Lusardi -. I magistrati, parlo del territorio emiliano, sono oberati da troppe assegnazioni che vanno dal diritto di famiglia a tutto il panorama del civile. Gli operatori del diritto infine, non sempre conoscono a fondo la materia».

Cav, aumento di richieste

Samuela Frigeri, presidente del Centro Antivolenza, sottolinea che la pandemia ha portato ad un aumento delle richieste di aiuto. «La pandemia ha esasperato le situazioni - osserva - acuendo crisi che già esistevano prima del lockdown. Negli ultimi anni c'è stato un aumento costante di richieste».

«Serve una doppia lettura»

«Il dato si presta a una doppia lettura - commenta il vicesindaco Marco Bosi -: da un lato emerge un aspetto assolutamente negativo, ossia una società che anche nella vita di coppia tende a «gettare» qualcosa che si rompe, anziché tentare di ripararlo. Dall'altro, la maggiore emancipazione femminile, rende le donne meno schiave di determinate relazioni. E' comunque innegabile che la pandemia abbia provocato una accelerazione di determinati fenomeni».

Quanto ai matrimoni infine, il Comune sta rinnovando le convenzioni per le sedi in cui potersi sposare civilmente. Oltre al Municipio, al Duc, alla Casa degli sposi all'ex Eridania e al ridotto del Regio, si può celebrare civilmente il proprio matrimonio anche a Villa Malenchini, all'Oratorio di San Tiburzio, al Giardino Lilla e a palazzo Dalla Rosa Prati.

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