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Allarme tagliole: Pel di Carota della Fattoria Terra e sole e altri gatti con zampe e code tranciate

Allarme tagliole: Pel di Carota della Fattoria Terra e sole e altri gatti con zampe e code tranciate

25 Marzo 2022, 03:01

Collecchio È tornato senza una zampa e con la coda tagliata. Ha sofferto tanto Pel di Carota. E come lui, Punta e Flora. «Non si lasciava nemmeno prendere da quanto stava male - dice Alessandra -, ma poi alla fine stremato dal dolore è arrivato davanti alla porta di casa per chiedere aiuto».

Alessandra e Giovanni Codeluppi sono alla guida della cooperativa sociale «Terra e sole», la fattoria didattica che si trova al confine con il parco del Taro e che accoglie bambini e ragazzi in difficoltà. Una fattoria in cui si coltivano e si commerciano prodotti bio e che ospita tanti animali: oltre ai gatti, tutti trovatelli e abbandonati, anche tre cani, cinque maiali, due caprette, le oche, un cavallo, un pony e un asino. Animali che avevano bisogno di una casa. E per i quali ora Alessandra e Giovanni sono molto molto preoccupati: «Abbiamo paura soprattutto per i gatti perché si allontanano spesso da casa, come è nella loro indole - continua Alessandra -. Ben tre nostri mici sono tornati a casa senza una gambina e con la goda spezzata. E probabilmente sono finiti in una trappola: una tagliola con una lama terribile. Un'arma che veniva usata contro volpi e faine, ma che da tempo è vietata. Abbiamo girato tanto per cercarla, ma in un'area così vasta come è il pre-parco è difficile trovarla». E oltre ai tre i gatti della Fattoria, come hanno riferito altri testimoni, nell'ultimo anno altri due mici randagi sono rimasti feriti nelle tagliole: armi che provocano una sofferenza tremenda nell'animale.

«Le ferite del gatto - conferma il veterinario Dimitri Monica dell'ambulatorio di Pilastrello - sono compatibili con un oggetto da taglio in movimento e veloce. Certo, il gatto potrebbe essersi ferito anche con uno di quegli attrezzi che vengono utilizzati per tagliare l'erba nei fossi, ma non è questo il periodo, per cui la cosa più probabile è che si sia fatto male proprio in una tagliola. Sono ferite che hanno comportato l'amputazione dell'arto posteriore destro a livello della tibia, la gamba in anatomia. Anche la coda è stata amputata quasi alla base: un uomo sarebbe morto con quelle ferite. Fortunatamente, invece, i gatti sono capaci di combattere l'infezione e quindi si possono salvare. Per cui, il gatto rosso si sta riprendendo piano piano, grazie agli antibiotici».

«Tutti e tre i nostri gatti sono tornati a casa con ferite compatibili con una lama di una tagliola - racconta Giovanni Codeluppi -. E la seconda volta abbiamo chiamato anche i carabinieri forestali: ora, faremo denuncia contro ignoti, perché non abbiamo nessun sospetto. E la tagliola non l'abbiamo ancora trovata, in quanto la zona è vastissima». Se Pel di Carota è tornato quasi subito zoppicando, Punta che si chiama così per il suo puntino nero sul muso bianco invece è tornata dopo tre settimane: «Era una domenica sera - prosegue Alessandra -: piangeva tanto ed era messa malissimo. Era debilitata, tant'è che è rimasta tanto in clinica: anche lei senza più la gambina posteriore destra. Così è tornata anche Flora, bellissima tigrata, aveva le stesse ferite. E Pel di Carota, poverino, è ancora ricoverato nella clinica veterinaria. Nella nostra Fattoria, i gatti sono 18 e la maggior parte trovatelli: non abbiamo problemi a tenerli e li curiamo, grazie anche all'aiuto di Anna Mulazzi, presidente dell'associazione Club Amici miei. Ma siamo preoccupati che altri mici possano finire in quella trappola infernale». E Codeluppi aggiunge: «È una situazione che ha dell'assurdo. Perché è evidente che per allontanare volpi, faine e animali selvatici si utilizzano ancora metodi proibiti, che provocano una sofferenza incredibile nell'animale».

«Anche le associazioni animaliste di Parma faranno una denuncia ai carabinieri forestali - sottolinea Anna Mulazzi -: Questi tre sono riusciti a tornare, ma quanti altri gatti invece non ce l'hanno fatta? E se qualcuno trova le tagliole date subito comunicazione. Anche altri animali possono caderci». E non è la prima volta che le tagliole vengono usate: «Abbiamo acquisito le informazioni e siamo in contatto con i titolari della Fattoria per avere altri elementi - conclude il colonnello Pier Luigi Fedele, comandante dei carabinieri forestali -. Proprio qualche giorno fa abbiamo sequestrato una gabbia trappola con un'esca nel borgotarese. E sono tutti strumenti vietati da parecchio tempo. Così come sono vietati i bocconi e i metodi non selettivi di cattura. Perché sono molto pericolosi: anche le specie protette possono finire nella tagliola e persino gli umani. Nonostante la legge, le tagliole si trovano ancora nella nostra provincia e sono tutte di fattura non recente anche perché non si producono più».

Mara Varoli

© Riproduzione riservata

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